Field Dispatch
All Together Now... ovvero Correte Felici!
Field Notes
Con questa puntata speciale si chiudono le stagioni di Dal Verrazzano a Central Park, il podcast dedicato alla Maratona di New York.
Dopo miglia, storie, consigli, racconti di running, corsa, allenamento e sogni da runner, torniamo al punto da cui tutto era partito: la voglia di condividere un viaggio.In questo episodio conclusivo tornano tutti (o quasi) gli ospiti che ci hanno accompagnato nelle varie stagioni, ciascuno con un messaggio speciale, un ricordo, un pensiero o un saluto.
È il nostro modo per chiudere il cerchio, ringraziare chi ha corso con noi, chi ha ascoltato, chi ha sognato New York e chi magari, grazie a questo podcast, ha iniziato a immaginarsi sulla linea di partenza della TCS NYC Marathon. Questo episodio chiude le stagioni del podcast. Ma non è detto che, ogni tanto, non possano arrivare nuovi episodi speciali, quindi rimanete abbonati e correte felici.
Grazie di cuore a:
Andrea Busi, Carlotta Montanera, Cristian Cucco, Daniele Quinzi, Daniela Cappadonia, Federico Mancin, Franca Fiacconi, Fulvio Massini, Gabriele Dovis, Gianni Poli, Giorgia Fornasaro, Guido Rimini, Laura Fogli, Laura Galli, Laura Giromini, Lisa Magnago, Lorenzo Cortesi, Luca Arrigoni, Marco Mannucci, Martina Di Marco Angeli, Martino Pietropoli, Marzio Fulfaro, Maurizio Romeo, Moreno Carlini, Nicola Marras, Orlando Pizzolato, Paolo Domante, Piergiorgio Conti, Ricky Russo, Roberto Di Sante, Sandro Siviero, Silvia Stradelli Zamengo, Silvio Lorenzi, Simone Carniglia, Simone Luciani, Stefano Vegliani, Viviana Venneri.
Dal Verrazzano a Central Park è il podcast di running che ti porta alla scoperta della Maratona di New York e del suo percorso. In ogni episodio trovi consigli, curiosità, info, storie di runner, trucchi e consigli per la corsa sulle strade di NYC. Nella prima stagione ogni puntata è dedicata a un miglio specifico del percorso di gara: lo raccontano passo dopo passo con i co-host Lorenzo Maria dell’Uva e Pietro Paschino, affiancati da runner, coach, campioni e appassionati che hanno corso, vinto o che sognano ancora di partecipare alla TCS NYC Marathon.
A proposito di Lorenzo & Pietro:
- Lorenzo Maria dell’Uva lavora nel digital. È startupper, giornalista, runner e fotografo. Ha pubblicato La corsa infinita (www.maratona.nyc), la guida completa alla Maratona di New York, I Run NY e Race Day un reportage fotografico dedicato alla TCS NYC Marathon. Ha corso, fino ad oggi, la Maratona di New York dodici volte. Su Instagram e Strava il suo nickname è @delluva.
- Pietro Paschino è un Medico Veterinario, ma anche Ricercatore ed Insegnante, e spesso scrive di corsa per RunLovers. Corre quasi tutti i giorni, ovunque si trovi nel mondo. Su Instagram, Facebook, Strava e Twitter il suo nickname è @pietropaschino. Che fantasia infinita, eh?
Speaker 2: Lorenzo, non lo vorrei dire perché io non lo so quanto può essere vero, però diciamo dai, è l'ultima puntata.
Speaker 3: È l'ultimissima puntata. Gli americani la chiamano Sirius Finale perché è la fine della serie. Quindi da adesso in poi non si parlerà mai più di Maratona, di New York, mai più. Questo episodio chiude qualunque discussione.
Speaker 2: Forse. non si sa mai ma metti che c'è una hyper novità una cosa fantastica che facciamo
Speaker 3: io
Speaker 2: direi che ai nostri amici diciamo restate abbonati intanto perché non si sa mai in futuro una puntata extra
Speaker 3: ogni tanto esatto però le stagioni finiscono qui per adesso
Speaker 2: diciamo questa cosa diciamo
Speaker 3: questa cosa però come sai per festeggiare quest'ultima puntata che tra l'altro è la 48esima vera puntata quindi alla fine io che sono un po' un nerdone sono anche contento che abbiamo fatto un numero tondo perfetto sarebbe averne fatto 42 ma vorrebbe dire tornare indietro a cancellare degli episodi casuali potremmo cancellare che ne so Martino Pietropoli però poi non è che me ne vengono in mente sì esatto non me ne vengono in mente tantissime quindi a 42 quindi però a 48 diciamo è un numero tondo è un buon numero è un buon numero per salutarci allora come sai per questo ultimo episodio che arriva un po' in ritardo ci abbiamo lavorato un po' di più perché abbiamo avuto un'idea
Speaker 3: e la vuoi raccontare o prima mandiamo la sigla che dici visto
Speaker 2: che ogni tanto noi facciamo che sgarriamo con i tempi e andiamo lunghissimi direi che almeno nell'ultima puntata cerchiamo di rispettare. No, ma
Speaker 3: aspetta, ma non ti preoccupare perché questa puntata da un premontato è già molto più lunga, anzi forse sarà la puntata più lunga di
Speaker 2: sempre di Dal Verrazzolo. Questa è una puntata da lunghissimissimissimo.
Speaker 3: Lunghissimissimissimissima, però ci sta,
Speaker 2: festeggiamo. Se vuoi allora parliamo altri 3-4 minuti prima della sigla così...
Speaker 3: No, no, no, partiamo perché partiamo con la sigla e poi raccontiamo, anche se secondo me il titolo della puntata, vabbè, vai, parla tu. No, un attimo,
Speaker 2: un attimo, hai ragione, è l'ultima puntata ma stiamo un po' sbagliando. Siamo sbagliando. Quindi dobbiamo dire, eh certo, dobbiamo dire le cose che diciamo sempre. Io sono Pietro Paschino.
Speaker 3: Io sono Lorenzo Dell'Uva.
Speaker 2: Questo è Dalverazzano Central Park, il podcast dedicato alla Maratona di New York.
Speaker 3: E questo è l'episodio 48, finale di sempre, All Together Now.
Speaker 3: Eccoci qua, quindi si è capito All Together Now secondo te Pietro? O non si è capito? O lo vogliamo raccontare?
Speaker 2: All Together Now appare per essere uno dei tornelli più famosi dei fan forum, dei mitici Beatles ovviamente racchiude anche tutto quello che è stato detto in questo podcast sulla Maratona di New York e quindi tutti gli interventi che abbiamo avuto la fortuna di condividere con i nostri amici che ci hanno ascoltato
Speaker 3: prendiamo tutto l'audio di tutte le puntate e mettiamo tutto in un'unica puntata che dura 100.000
Speaker 2: ore una unica puntata da 46 milioni di chilometri di corsa esatto
Speaker 3: No, diciamo che siamo fortunati, questo podcast è molto fortunato di avere tanti amici e abbiamo per quest'ultima puntata abbiamo pensato di ricontattarli tutti e sono stati tutti disponibili e qualcuno sarà assente perché non ha potuto partecipare a una serie di problemi, ma sono pochissimi, quindi abbiamo chiesto sostanzialmente a tutti di mandarci un vocale e quindi qui la qualità audio per i pignolini del missaggio potrebbe variare, ma abbiamo chiesto a tutti quanti di mandarci un vocale in cui ci dava un suo racconto, un altro racconto, un consiglio che abbiamo specificato non fosse godetevela e abbiamo chiesto a tutti gli ospiti del Verrazionale Settapark che ci hanno tenuto compagnia in questi anni, in questi episodi, di darci un'ultima, ancora una volta, la loro presenza.
Speaker 3: Quindi sono molto contento e ringrazio veramente tutti. tutti quelli che hanno partecipato e quei pochissimi che non hanno potuto partecipare per averci dato l'occasione di creare questo episodio in cui tante voci si sommano e raccontano l'evento di running probabilmente più bello del mondo ma partiamo da noi Pietro quindi ti chiedo a te escludendo di dire godetevela un tuo ultimo consiglio a chi in questo 2026 vorrà correre o sta pensando di correre l'amato di New York nei prossimi anni
Speaker 2: allora questa parte qui non l'avevamo preparata per cui mi stai accogliendo impreparato ma vuoi che io non riesca a dire qualche cosa sul lavoratore di New York qualcosa puoi qualcosa puoi cosa importante se in tutte queste puntate del podcast che sono 48 se escludiamo le intro diciamo le nostre chiamate per introdurre le telefonate non siamo riusciti, non ci sono io, non c'è il Fito Lorenzo tutti gli amici a trasmettervi l'amore che abbiamo per questa corsa sarà praticamente inutile dire anche questa cosa che probabilmente vale per tutte le volte in cui ci mettiamo le scarpe da corsa e riusciamo per fare la nostra corsettina quotidiana, i nostri 10 km, 5 km o anche solamente 15 minuti.
Speaker 2: Ma nella Maratona di New York questo concetto vede il suo massimo perché non diventa solo una questione personale ma la Maratona di New York è qualcosa che appartiene alla collettività, quindi in quel momento noi facciamo la fatica, corriamo, però siamo un po' tutta la città di New York. Ed è la massima espressione di un concetto che personalmente porto avanti da un bel po', e cioè che è correre e festeggiare la vita. E quindi qual è la festa più festa che si riesca a fare se non corre la maratona di New York con tutta New York che fa festa con te?
Speaker 2: Quindi la Maratona di New York è la più grande festa della vita a cui io abbia mai partecipato. Ecco, questa penso che possa essere la mia definizione della Maratona di New York.
Speaker 3: Mi sembra bellissima e devo dire che mi ha un po' fregato. Perché? Perché in realtà io volevo dire, non volevo dire godetevela perché sarebbe stato scorretto visto che abbiamo detto, ma volevo dire divertitevi. E ci rende troppo. facciamo
Speaker 2: un piccolo spoiler qualcuno dei nostri
Speaker 3: amici
Speaker 2: lo dice lo
Speaker 3: stesso esatto divertitevi perché ultimamente negli ultimi anni il running qualcuno se ne sarà accorto è diventato un po' di moda a me questa cosa faccio una confessione personale me lo rende un pochettino più antipatico non quando vado a correre per i cazzi miei perché sono contento ho detto cazzi non si potrebbe dire ma non fa niente ma sì ma siamo alla fine quindi ormai è come l'ultimo giorno di scuola però tutto questo attenzione un po' spasmodica sulle cose gli influencer che fanno corro la mia 15 km per la prima me lo rende un po' antipatico perché trasforma quello che è un atto di festa o di riflessione come anche nel mio caso e nel tuo caso in una specie di performance che devi raccontare ti devi fermare ti devi fare le foto ti devi fare i video devi mappare le robe eccetera no Anche se l'amatoria New York è la cosa più bella da raccontare per fare il fico con gli amici che non l'hanno fatta, in realtà divertitevi perché non perdete tempo a pensare come raccontare questa roba sui social, fidatevi di chi l'ha fatta tante volte, festeggiate, divertitevi e godetevela e l'ho detto lo stesso e quindi basta.
Speaker 3: ma dobbiamo stringere perché se no questa puntata è veramente già candidata ad essere la più lunga di sempre se sbrodoliamo
Speaker 2: iniziamo con i nostri ospiti e io direi che iniziamo con la persona con cui abbiamo iniziato la cosa che ha più senso è che per primo ascoltiamo un intervento del nostro amico Pier Giorgio Conti che per primo è stato ospite del nostro podcast che ci ha accompagnati su tutto il ponte di Verrazano, fare il video 1 e il video 2, quando abbiamo iniziato ormai 5 anni fa questa avventura del nostro ponte.
Speaker 3: Veramente, sono d'accordissimo. Quindi iniziamo con Pier Giorgio Conti, questa lunga carrellata di messaggi belli, commoventi, divertenti, degli ospiti di Dalverazione Assetto Parco. Sentiamo Pier Giorgio Conti.
Speaker 8: Ma che dire, a proposito di New York, ne ho fatte tante l'anno scorso la mia ventunesima quest'anno sarà la mia ventiduesima però l'anno scorso di ognuna potrei raccontare una storia diversa ma l'anno scorso sarà forse una di quelle che non dimenticherò mai perché finalmente ho avuto la fortuna di conoscere Lorenzo Maria Dell'Uva un personaggio straordinario che dovete assolutamente conoscerlo chi ha letto il libro l'ha conosciuto leggendo il libro e chi ha sentito i podcast l'ha conosciuto lì però conoscerlo davvero ormai ci conosciamo da 5-6 anni l'anno scorso ho vissuto la mia maratona nel Brooklyn Greenpoint dove è la casa Lorenzo è stata una maratona totalmente diversa vista con un'altra ottica vista perché la maggior parte degli italiani dei runners che vengono da tutto il mondo la vivono a Manhattan ma viverla a Brooklyn Woodside Greenpoint è totalmente poi stando a casa di Lorenzo è totalmente un'altra maratona un'altra esperienza adesso non dico che tutti i gatti dovreste provare questa cosa perché c'è Lorenzo Forse per lui che è ancora grande ospiterebbe anche tutti, però non è possibile.
Speaker 8: Però è stato veramente bello, ho visto posti diversi, forse anche più rilassanti da un punto di vista. E poi è bello perché lui a casa proprio sul percorso, sulla mezza maratona, che io ci sono passato talmente tante volte 21 volte però non avevo captato delle cose che ho vissuto l'anno scorso è stata una maratona più facile diciamo l'anno scorso perché conoscendo bene quel punto lì che però bello bello e quest'anno ormai cioè non quest'anno ormai cioè la notte prima della maratona la scena prima della maratona la notte no perché dormivo però ho cercato di passarla con Lorenzo e qualche giorno prima a Brooklyn che non guasta anzi consiglio a tutti quanti anche se stare da mano alta però di farvi un bel giretto a Brooklyn che ne vale la pena un in bocca al lupo a tutti e correre a New York perché è un'esperienza inolvidabile
Speaker 3: è il turno di Carlotta Montanera che tutti conosciamo e conoscete come Running Charlotte
Speaker 9: ho sempre pensato alla maratona di New York come quella maratona da tenermi come chicca è un po' il dessert delle maratone per me è sempre stata quell'evento incredibile di cui tutti parlano che però si deve gustare con un'esperienza solida alle spalle da un lato ovviamente c'è la questione tempo perché New York non è una maratona da tempo anche perché se uno va a New York per fare il tempo rischia di non godersi la maratona o quantomeno questo è quello che penso io dall'altro lato New York è New York e quindi non è un qualcosa che uno va a gustarsi per la prima volta differentemente da me ci sono tantissime persone che invece corrono New York e solo New York cioè scelgono di correre una maratona e scelgono come meta la maratona più famosa del mondo ecco per me è esattamente il contrario un po' forse perché ho un grandissimo rispetto per la maratona e per la maratona di New York un po' perché vivo la maratona come un vero regalo dei miei momenti E quindi adesso che finalmente ho ottenuto l'obiettivo che volevo ottenere, cioè scendere sotto le tre ore, si renderebbe disponibile il dessert.
Speaker 9: Peccato che ad oggi New York è una delle maratone più irraggiungibili perché è molto cara, è molto cara la città. Oggi che ho una famiglia e quindi non sono più sola, significherebbe andare via almeno una settimana in tre ore. E oggi non me la posso permettere. Quindi, insomma, se devo proprio pensare a New York, la vedo come quel sogno incredibile che forse prima o poi riuscirò a vivere, ma per oggi non è nei miei piani. E mi spiace dirlo, perché sono i 42 chilometri e 195 metri più iconici del mondo.
Speaker 9: Ci sono dei passaggi incredibili e pensare di non poterli vivere è qualcosa che non fa parte del mio modo di pensare la maratona. Detto questo, un sogno è più bello quando uno lo aspetta. Quindi, tutto sommato, New York è lì e spero continuerà a essere lì e spero che arrivi il momento giusto, che non è ancora quest'anno, ma ci sarà la prossima e ci saranno le prossime.
Speaker 2: Ora sepiamo la voce di Andrea Musi, che ci ha
Speaker 10: accompagnato nel chilometro, anzi, nel miglio 3. Grazie Lorenzo per questa richiesta che mi rende un po' privilegiato nel... partecipare a questa tua splendida iniziativa cominciata tanti anni fa e destinata a non finire mai. Un ricordo legato alla Maratona di New York? Beh, se chiudo gli occhi e ripenso alla Maratona di New York, certamente il mio ricordo è stato relativo alla prima volta in cui ho fatto il volontario, ero al traguardo, Mi dovevo occupare della sicurezza sugli spalti, allora ricordo soltanto delle cose fighissime.
Speaker 10: Prima di tutto ti regalano quella giacca ambitissima da tante persone. In secondo luogo, a seconda del numero di lingue che parli, attenzione, a seconda del numero di lingue che dichiari di conoscere, tanto non ti controlla nessuno, ti danno tutta una serie di bandierine adesive che puoi appiccicarti su quella giacca. ricordo credo fosse il 2015 o il 2016 e all'epoca partecipava anche valeria straneo che cercava la scalata e addirittura la vittoria alla maratona di new york vedere arrivare al traguardo fu un'emozione pazzesca incredibile mi potei godere l'arrivo di tutti i principali atleti in prima fila quindi qual è il consiglio da dare è il consiglio da dare ai ragazzi partecipate e come volontari, non fate nessuna fatica, vi risparmiate di correre per 42 chilometri e 200 metri, vi godete tutto quanto lo spettacolo, vi portate a casa la giacca e alla sera siete riposati, potete ancora andare in qualche discoteca del Miss Village.
Speaker 10: Unico problema, da quello che mi dice il mio amico Lorenzo, attualmente è molto più difficile, anzi quasi impossibile, diventare volontario. Ragazzi, che dire, è stato bello finché è durato. Buona maratona a tutti.
Speaker 3: È il turno dell'unica vincitrice italiana femminile dell'amatoria New York, un'amica del podcast e una carica di energia pazzesca, Franca Fiacconi
Speaker 6: Ogni volta che qualcuno mi chiede di quella mattina, mi fermo un secondo. Perché non è un ricordo come gli altri? È una cosa che sento ancora nel corpo come se la vivessi ora. 1998, primo novembre, New York. Ponte di Verrazzano, con migliaia di persone, il vento che arriva dal mare alla mia destra, e Manhattan in lontananza sulla sinistra, l'inno americano, lo sparo, il freddo sul viso, il rumore dei miei passi sul ponte che mi sembra quasi una musica, e una voce dentro di me, non so come spiegarlo, una voce che dice« oggi, non forse, non ci provo», dice soltanto« oggi».
Speaker 6: Era una ragazza romana che aveva imparato a correre in un'epoca in cui le donne, la corsa sulle lunghe distanze, non stavano ancora bene insieme. quando ho iniziato con la maratona negli anni 90 ci guardavano come se stessimo facendo qualcosa di sbagliato qualcuno diceva che la maratona ci avrebbe fatto male qualcuno diceva di tornare a casa a lavare i piatti invece di correre per la strada che insomma non eravamo fatte per le distanze lunghe e qualcuno ancora oggi lo pensa ma non lo dice più io quella distanza l'ho abbracciata l'ho cercata, l'ho amata quel giorno a New York ho corso 42 km e 195 metri con una sola cosa in testa oggi vinco io Non dovevo guardare le altre, non dovevo calcolare.
Speaker 6: Dovevo solo ascoltare il mio corpo e fidarmi di lui. E ho capito che avrei vinto quando ho detto a me stessa se entro in testa in Central Park, New York è mia. Quando ho visto il traguardo, il lontananza, quel nastro, quella folla, quell'urlo che viene da ogni parte, ho pensato a tutte le volte in cui qualcuno mi aveva detto che era troppo difficile, che non sarebbe mai successo, che non avrei mai potuto. Mentre correvo gli ultimi metri in cui ridevo e piangevo allo stesso tempo ho pensato questa è la vittoria dell'Italia che sa sognare, non la vittoria solo mia, la vittoria di chiunque si è alzato presto la mattina per raggiungere un sogno, di chiunque ha creduto in qualcosa di più grande di sé.
Speaker 6: Aver vinto la maratona di New York mi fa poter dire che è possibile, che i sogni si possono raggiungere con l'impegno, la voglia di fare e non mollare anche se tutto sembra complicato. E alle persone che hanno deciso di accettare la grande sfida della Maratona di New York posso soltanto dire questa è la vostra incredibile avventura e per raggiungere il sogno di arrivare al traguardo colmi di felicità c'è solo un segreto. Preparatevi bene, abbiate bene in mente il vostro obiettivo e non dimenticatelo anche in momenti di difficoltà.
Speaker 6: Il resto lo faranno le strade di New York e l'energia della gente che quel giorno sarà lì con voi ad accompagnarvi per 42 km e 195 metri.
Speaker 6: andiamo davvero sulla
Speaker 2: parte diciamo più seria di questo podcast perché sentiamo che cosa ha da dirci Simone Luciani che è uno che corre per correre per andare forte
Speaker 11: per me New York non sarà mai una maratona come le altre è stata la mia prima maratona portata a termine e forse proprio per questo quando penso a New York non penso solo al ponte a Brooklyn, alla First Avenue, al Central Park penso soprattutto a un momento preciso il chilometro 36... lì non stavo vivendo la parte più bella della gara... stavo combattendo con la parte più rumorosa della mia testa... avevo paura... paura vera... paura dei crampi... paura che il corpo mi tradisse di nuovo... paura di vivere...
Speaker 11: quello che mi era successo nella mia prima vera maratona a Milano... quando ero ancora tutt'altro che un runner totalmente impreparato... e quei crampi mi avevano fermato... quella ferita me la portavo ancora dietro... e al chilometro 36 di New York... Mentre tutti ti raccontano che dovresti pensare solo alla gloria dell'arrivo, io pensavo, e se succede ancora? E se mi fermo di nuovo? E se non ce la faccio? Ecco, se devo dare un consiglio a chi correrà New York, non direi soltanto parti piano, quello è giusto, ma è quasi troppo semplice.
Speaker 11: Il consiglio vero è preparati anche... al momento in cui la maratona ti metterà davanti a una visione fragile di te stesso, perché potrebbe succedere. Non dico che succederà, ma potrebbe succedere. Perché New York è enorme, è bellissima, è elettrica. Ti prende il cuore già sul ponte di Verazzano, ma a un certo punto la folla, la musica, l'adrenalina, tutto quello che ti ha spinto fino lì non basta più. A un certo punto... Rimani tu, con le tue gambe, i tuoi dubbi e con la tua storia. E lì devi ricordarti una cosa.
Speaker 11: Non devi vincere tutti i pensieri negativi. Devi solo non farti comandare da loro. Io quel giorno ho imparato che la maratona non è solo una prova fisica, è una conversazione lunga 42 chilometri con le tue paure. In New York, forse più di ogni altra gara, amplifica tutto, l'entusiasmo, la fatica, la paura, la voglia di arrivare. Quindi vivitela, assorbila, lasciati emozionare. Ma nei primi chilometri non fatti travolgere. Tieni qualcosa dentro. Energia, lucidità, fiducia. Perché la vera magia di New York non è sentirsi invincibili sul ponte di Verrazzano.
Speaker 11: La vera magia è arrivare a Central Park... dopo aver attraversato anche i propri fantasmi. Buona New York
Speaker 3: Beh, qui mi devo alzare in piedi perché abbiamo ancora una volta il piacere di ospitare Orlando Pizzolato che ricordiamo due volte vincitore della Maratona di New York.
Speaker 12: Ciao a tutti, sono Orlando Pizzolato ed eccomi ancora a riparlare della Maratona di New York. Non che la cosa mi dispiace o mi annoi perché ogni volta che a parole, torno su quei ricordi o delle sensazioni e delle emozioni particolari. Ma invece di parlare della maratona e della città di New York, vorrei parlare del Central Park, che ovviamente fa parte della città di New York, ma è un angolo particolare dove ovviamente si allenano tutti i podisti new yorkesi e ci vanno anche i corridori quando sono a New York per la maratona.
Speaker 12: Ma non è così scontato che ci vadano i podisti, adesso ti faccio esempio di italiani, A me capita spesso di dire o chiedere, ma hai fatto un giro in Central Park? No, perché non mi voglio stancare. Ecco, perdendo l'occasione di fare una visita da podista dentro al parco, che merita, merita perché è molto bello, merita perché si può andare appunto a fare una ricognizione degli ultimi chilometri e nel mio caso lo ricordo con tanto affetto e piacere perché mi sono allenato, ho fatto tantissimi allenamenti nel parco e in più le mie vittorie si sono evolute durante la corsa dentro al parco ma quando ci vado e corro è una parte quasi personale quasi intima dove si raccolgono quei pensieri sia della vigilia della maratona sia magari del giorno dopo quando uno va a fare una sgambatina invito i podisti i maratoneti che quando sono a New York per la maratona di andare nel parco, proprio perché si scopre un'atmosfera che è particolare.
Speaker 12: Lungo le vie di New York, Avenue e Street è pieno di palazzi, di grattacieli, di traffico, invece dentro il parco si vivono emozioni quasi distaccate dalla maratona, proprio perché sono distaccate, sono intime e aiutano così ad avere un affetto diverso per questa città. Ecco, fate un bel giro e vedrete che non ve ne pentirete. Parola di Orlando Pizzolato. Ciao a tutti.
Speaker 2: All'epoca ci lasciò una delle testimonianze più sentite della Maratona di New York e il nostro amico Cristian Pucco.
Speaker 13: Eccoci qua. Siamo al rush finale di questa fantastica avventura. Cosa posso dire della Maratona di New York? La Maratona di New York è un po' come il sogno per tutte le persone, per tutti i runner è la maratona per eccellenza in verità è New York che rende la maratona unica sono i new yorkesi io posso quello che posso consigliare io ragazzi andate e godetevi il vostro viaggio la maratona è la ciliegina sulla torta e naturalmente avete fatto un percorso per arrivarci quindi godetevi il vostro viaggio
Speaker 13: ho dei bellissimi ricordi di questa maratona belli e brutti però il pubblico ti spinge dal primo chilometro fino all'ultimo sarà un enorme divertimento e un enorme successo comunque vada
Speaker 13: divertitevi come sono sempre divertito io ne ho già corse 3 e non c'è mai c'è sempre il pensiero di volerla rifare perché per me new york è una città unica
Speaker 13: divertitevi il vostro amico multiples ciao ragazzi
Speaker 3: È il turno di Stefano Vegliani, un amico che tifa per la squadra sbagliata, ma è un amico lo stesso. Un tempo si diceva che sono amici che sbagliano. Stefano sbaglia in ambito calcistico, ma per il resto è una fonte preziosa di informazioni su New York.
Speaker 14: Ciao Lorenzo, ciao Pietro. Grazie di avermi chiesto questo contributo. Ricordo ancora con estremo piacere la mia puntata del podcast raccontando il passaggio della maratona qui a due blocchi da casa mia a Williamsburg quindi sono contento che ancora mi abbiate coinvolto la mia storia con la maratona di New York è tutta particolare nel senso vabbè io ho fatto per trent'anni il giornalista sportivo sono venuto due volte a vedere la maratona come inviato tra l'altro uno degli anni in cui sono venuto c'era Zanardi che correva con la handbike e abbiamo fatto una bellissima intervista a Central Park che giusto poche settimane fa sono riuscito a farmi trovare dai miei ex colleghi di Mediaset e che mi sono riguardato nella versione integrale prima di essere montata è un ricordo forte che ho di Zanardi che era veramente un personaggio incredibile insomma ricapitolando tornando indietro aver visto questo evento in prima persona mi ha proprio fatto pensare questa cosa è qualcosa che nella vita prima o poi va fatta non correvo quando sono venuto poi ho cominciato così a correre un po' per diletto insomma alla fine l'ho fatta era il 2015 col mio gruppo milanese degli urban runners mi sono allenato ma non tabelle ho detto la vado a fare avevo un obiettivo di 4 ore 30 l'ho finita in 4 ore 27
Speaker 14: anche se a un certo punto temevo che non ce l'avrei fatta e basta doveva finire lì poi invece dopo mezz'ora dall'arrivo avevo un po' ripreso anche di lucidità ho detto ma la prossima quando la faccio? Alla fine ne ho fatte sette di maratone, più un Valtellina Valtrail di 42 chilometri, una Monza Resegone, come dire. Poi purtroppo mi sono infortunato, per cui sono passato la bicicletta, poi sono caduto in bicicletta e in questo momento sono un po' seduto sul divano. Ma non manco mai di venire... cioè io vivo qua oramai la maggior parte del mio tempo, di essere qua quando c'è la maratona, perché ho sempre amici che la fanno e poi c'è sempre Lorenzo da incitare, insomma per cui vado qui su Bedford a Williamsburg e non è sempre facile vedere … gli amici che passano Lorenzo è più facile perché indossa quella maglia lì del Napoli scusa l'Inter quest'anno ha vinto lo scudetto però non è neanche l'unico perché i tifosi del Napoli che fanno la maratona con la maglia di Maradona o di qualche altro calciatore se ne vedono tutti gli anni niente questo vuole essere il mio contributo per quest'anno ciao
Speaker 2: Un'altra storia femminile è quella della nostra amica vegana che corre, Giorgia Formasangolo.
Speaker 15: Ciao a tutti gli ascoltatori e un abbraccio grande a Lorenzo e a Pietro. Io sono Giorgia, sui social Giorgia, l'amica vegana che corre. Sono una figlia, una compagna, una mamma, una lavoratrice, una donna come tante e per giunta vegana. Una come voi insomma, che corre e che cerca di incastrare gli allenamenti nella routine quotidiana del tutto. Quindi conosco bene a che punto siete arrivati. State affrontando gli ultimi estenuanti allenamenti, i lungoni, quelli che sembrano non finire mai perché magari siete anche da soli.
Speaker 15: Beh, sappiate che vi penso e con il cuore sono con voi. E se per caso in questo preciso momento sarete in fase di scarico di chilometri e vi prende quell'ansietta che vi sale dalla colonna vertebrale fino alla nuca, sappiate che sono con voi comunque. Quando si pensa alla Maratona di New York si pensa subito alla festa, ma la verità è che New York è una meravigliosa, mistica trappola che va affrontata con la testa, non solo con le gambe. Il mio consiglio per chi si troverà su quel ponte di Verrazzano è un prememoria per due punti precisi del percorso dove si decide davvero la vostra Maratona.
Speaker 15: Il primo è il Queensborough Bridge, intorno al ventiduesimo chilometro. È un ponte d'acciaio lungo, infinito, totalmente silenzioso perché lì il pubblico non può accedere. Senti solo il respiro degli altri runner e il rumore dei passi sulle griglie metalliche. Lì dentro è buio, potrebbe fare freddo e la testa prova a sussurrarti che la benzina sta finendo. Ma quel silenzio è sacro. Usatelo per guardarvi dentro, per raccogliere le forze, tutte le forze che avete, perché appena il ponte finisce e si gira l'angolo verso la First Avenue, venite travolti da un muro di suono umano che vi spettinerà l'anima.
Speaker 15: Ecco, se arrivate lì con la testa salda, quel boato vi spingerà fino al Bronx. Il secondo punto invece è alla fine, la Fifth Avenue, che sale verso Central Park. Tutti pensano che Central Park sia l'arrivo, ma la salita che ti ci porta, intorno al 36esimo chilometro, è un falso piano antipaticissimo. Lì non dovete guardare la cima, guardatevi i piedi, accorciate il passo, aumentate la cadenza e ripetetevi che ogni metro di quella salita è un metro in meno verso la medaglia più iconica del mondo.
Speaker 15: Il mio augurio è quello di onorarla. onorate ogni singolo chilometro anche quelli che fanno male perché una volta tagliato quel traguardo a Central Park non sarete più mai più le stesse persone che sono partite da Staten Island buona strada a tutti e grazie per avermi permesso di far parte di questo splendido viaggio insieme a voi
Speaker 3: di nuovo in piedi per ascoltare i consigli del coach Fulvio Mazzini
Speaker 16: quando nel 1990 accompagnai per la prima volta un gruppo di runner, tra i quali uno dei runner che andava più forte in quel momento, uno dei miei runner, mi sembrò di vivere uno spettacolo, perché da appassionato e da profissionista della maratona, trovarmi in questo ambiente fu veramente una bellissima esperienza. Ancora più bella fu però l'esperienza che vissi nel 2000 accompagnando il cantante Riccardo Fogli. Fu anche il primo anno che corsi la Maratona di New York e correre insieme a lui ti posso garantire che fu veramente una cosa spettacolare perché moltissimi lo conoscevano, tutti volevano battere il 5, tutti lo chiamavano, tutti lo incitavano.
Speaker 16: E lui riuscì sempre a battere cinque con tutti e a essere partecipato con tutti fino a quando, come tutti i runner o come molti runner, andò un po' di difficoltà. Riuscì comunque a correre la maratona in un bellissimo tempo. Poi ci sono stato tantissime altre volte, sempre in veste d'accompagnatore, ma poi nel 2015 ho avuto modo di correre insieme a Silvia Scappiarelli, responsabile della carne. E questa volta sinceramente è stata un'altra bellissima esperienza, perché l'abbiamo forza insieme, lei faceva le fotografie e io correvo.
Speaker 16: Comunque, correre a New York... è sempre un qualche cosa che ti prende dentro ma sicuramente in tanti anni che ci sono andato mi piace tanto ancora e mi è sempre piaciuto i giorni e le ore che trascorro dentro le spalle della maratona perché lì mi capita sempre di incontrare amici oltre che gli amici di New York del comitato organizzatore dei volontari con i quali ormai ci conosciamo da tantissimi anni anche tantissime altre persone che vengono lì e sono molto lieto di dargli dei consigli e di mettere a loro disposizione la mia esperienza quindi non che fa scappare di correre almeno una volta la maratona di New York buon divertimento a tutti
Speaker 2: una delle persone a cui io sono più legato soprattutto a seguito della maratona di New York ho avuto la fortuna di correrla accanto a lei abbiamo lasciato Lorenzo perché pensavo fosse sparito correndo come un dannato e invece ci siamo trovati poi dietro al traguardo ascoltiamo cosa da dirci Laura Galli
Speaker 17: Ciao Lorenzo, ciao Pietro, ben ritrovati per questa ultima puntata del podcast. Grazie per avermi coinvolta nuovamente. Ci tenevo a dare qualche consiglio sulla Maratona di New York che in questo momento avrei tantissima voglia di fare perché comunque l'ho corsa nel 2018. e quindi sono passati ormai ben otto anni però vedremo insomma il futuro tanto ci sarà sempre ecco più che altro ci tenevo a dire cose che rifarei e non rifarei sicuramente che non ho fatto e farei la 5 km del sabato So che esula un pochino da quello che è l'evento principale della domenica, ma la farei sicuramente perché negli ultimi anni, soprattutto quando vado a ricorrere a una major, partecipo alla 5 del sabato e secondo me è veramente divertente e bello, anche perché si incontrano un sacco di...
Speaker 17: dei maratoneti della domenica e si fanno tante belle chiacchiere quindi sicuramente farei la 5 km quanto all'arrivo in città prima della maratona comunque terrei quello che ho fatto in passato quindi un 2-3 giorni prima così anche per godermi la città in festa e le corse a Central Park eccetera per quanto riguarda la gara invece vabbè io da freddolosa onestamente rifarei sia il deposito borse so che il poncio è bello ma onestamente io preferisco cambiarmi quando sono sudata a Fradici alla fine di una gara e oltretutto a questo punto non andrei in panico per il deposito borse perché mi ricordo che c'era un camioncino per quelli che arrivavano tardi e potevano comunque lasciare la borsa quindi siccome ero andata un po' in panico perché avevo scelto di fare la strada col pullman anche qua cosa che rifarei nel senso che so che è molto romantico a livello del coltraghetto ma il pullman è molto comodo organizzandosi ovviamente per tempo perché c'è un po' di rischio traffico eccetera eccetera però al momento in cui sali poi arrivi direttamente là senza dover cambiare prendere freddo eccetera sempre in ottica che quando ci si scrive non si sa bene che meteo si incontrerà ecco e E quindi rifarei
Speaker 17: sicuramente queste due cose, che cambierei forse della gara, partirei un po' più piano, nel senso che ultimamente mi è capitato di fare delle gare, corse con altri un pochino più lenti di me per accompagnarli, ed effettivamente quando si corre a ritmi comodi ci si guarda veramente la gara, il paesaggio e tutto quanto, io forse quel giorno ero partita... un filino forte pensando di fare comunque una bella gara, onestamente non è quella la sede, ecco. Per il resto niente, vabbè, va da sé che è una gara stupenda, quindi insomma a tutti quelli che la correranno una buona maratona di New York e alla prossima.
Speaker 17: Un abbraccio.
Speaker 3: Allora, se si potesse vorrei presentare il prossimo intervento in tristino, ma un napoletano che prova a far finta di parlare tristino veramente non si può sentire. Quindi, signori e signori, Ricky Russo.
Speaker 18: Daghe Lorenzo, Daghe Pietro, grazie mille per l'invito. Ciao a tutti gli ascoltatori. Questo è il mio terzo intervento per il podcast. Deduco che o sono figo o eravate a corto di ospiti. Spero la prima. Ho corso la maratona di New York nel 2018. Tutta è, dal Verrazzano a Central Park. Mi sono iscritto anche nel 2023 e nel 2024, ma entrambe le volte ho dovuto rinunciare per problemi di salute. Oggi sto meglio e ovviamente sogno di correre ancora. Ma se non correrò un'altra maratona non importa, perché la mia prima e unica del 2018 mi ha già cambiato la vita.
Speaker 18: Come tanti maratoneti neworkesi, sono morto e risorto sul Queensborough Bridge, risvegliato dal boato della folla scatenata di Manhattan. Mara, che nel 2023 è diventata mia moglie, mi supportò in una maniera commovente. A pochi chilometri dall'arrivo sulla quinta, quando ero ben cotto come una pera, si materializzò davanti a me incitandomi con la bandiera rosso alla bardata di Trieste. Wow, questa storia l'ho raccontata tante volte. Pensavo fosse una visione psichedelica. ma per fortuna era proprio lei poi ha confermato e poi ricordo la felicità della mia famiglia a Trieste che mi seguiva tramite l'app il mio amato babbo che purtroppo è mancato nel 2020 fu molto orgoglioso della mia impresa gli regalai la mia medaglia e mi emoziona ancora pensarci la maratona di New York è uno stato mentale Completarla è sicuramente un grande traguardo, una sfida vinta che sposta i tuoi limiti fisici e mentali.
Speaker 18: E come diciamo a Trieste è un daghe formato gigante. Daghe significa let's go, let's do it, come on, never give up. Vivo a New York dal 2013 e nel 2018 quella corsa lunga 42 km è stata un atto d'amore assoluto. Qualcosa che ho fatto non solo per me stesso, ma per riconoscenza verso New York, per gratitudine nei confronti della mia famiglia e di tutte le persone che credono in me. Quell'esperienza incredibile cerco sempre di portarla nella vita di tutti i giorni, faticando, mettendoci l'anima, sbagliando, provando e riprovando, senza scoraggiarmi, senza paura di fallire.
Speaker 18: Il giornalista Alberto Angela ha descritto la pop star Madonna in un recente special televisivo su New York, forse l'avete visto, come una goccia di talento in un oceano di perseveranza da Aghe Alberto. Ecco, la perseveranza è l'arma segreta di noi comuni mortali, che però, in alcuni casi, ci può portare lontanissimo. Nel 2013... non smettere di sognare mi ha portato a New York mi ha fatto correre la maratona non mollare nei momenti più difficili mi ha permesso di avere una vita migliore grazie ancora Lorenzo e Pietro ciao a tutti e daghe daghe daghe sempre
Speaker 2: se capitate ad una delle maratoni un giro per il mondo cercatelo e seguitelo Mike Manducci
Speaker 19: Ciao a tutti, sono Marco Mannucci, ho fatto almeno quattro volte la Maratona di New York. Un consiglio che posso darvi, state attenti a quello che vi passa il pubblico per mangiare, perché una volta è capitato a un mio amico che pensava fosse gelatina in un bastoncino con della roba bianca in cima e l'ha mangiata. Non era gelatina, ma era vasellina. E vi assicuro che non è stato bene per un paio di chilometri.
Speaker 3: Direttamente da Radio 24 e da Personal Best, ecco il messaggio dell'amico del podcast Silvio Lorenzi
Speaker 20: Allora, pensando alla Maratona di New York e così al volo, mi vengono in mente due cose. La prima è per chi è già maratoneta ed è quella di godersi la grande festa che questo evento è e rappresenta. Quindi dimenticarsi del cronometro o quantomeno la possibilità di fare il personale o meglio mi viene da dire il personal best e lasciarsi quindi rapire dalle tante sfaccettature che la maratona di New York regala anche perché a parità di preparazione o capacità nostra di gestire la gara sicuramente non avremo la possibilità di correre più forte magari di maratone come Valencia, Berlino o anche qui a casa nostra a Milano, poi se ci sarà una seconda possibilità a quel punto potremmo pensare di battere noi stessi sul percorso new yorkese.
Speaker 20: La seconda cosa è per chi come tanti insomma vedono magari nella Maratona di New York un'impresa sportiva anche personale, uno dobbiamo dire che la Maratona di New York forse lo diciamo anche spesso è una maratona per cui misura come le altre 42 km e 195 metri, La seconda è che questo sforzo non finisca per essere solo una fiammata senza strasci, diciamo così, nel senso che una volta intrapreso il viaggio della maratona, quindi con la preparazione, la dedizione, magari anche le svegli all'alba, che questa esperienza non si esaurisca con la festa della domenica, ma che continui come buona pratica quella della corsa, dello sport, anche come cambiamento del proprio stile di vita.
Speaker 20: Dico questo perché molti negli anni mi hanno raccontato di aver corso una sola maratona, appunto quella di New York, e quindi l'augurio in questo caso è che questa festa sia la prima di una lunga serie o quantomeno sia l'inizio di una buona abitudine, appunto quella della corsa.
Speaker 2: È un'altra voce femminile che potrebbe raccontare 50 New York diverse, inclusa ovviamente la maratona di New York, Laura Giroud.
Speaker 5: Ciao, Laura di Vivere New York. Volevo lasciare un suggerimento veloce a tutti quelli che verranno a New York per seguire la Martora da spettatori. Una prospettiva leggermente differente, due cose importantissime da sapere. Numero uno, dovete assolutamente dire a chi corre la location esatta in cui vi troverete, altrimenti chi corre non vi troverà mai. Mi è successo molte volte di dare appuntamento esattamente all'angolo sud- ovest di una specifica strada e la gente non mi abbia visto lo stesso.
Speaker 5: Perché durante la maratona è un casino ed è veramente faticoso per chi corre riuscire a riconoscere la gente ed è impossibile per noi spettatori riuscire a vedere la persona giusta. Anche se la persona che noi stiamo seguendo ha la maglietta col nome, fa tutto quello che deve fare per essere in vista, è veramente complicato trovarsi. Quindi dare un impunto, tipo segnare come il pin su Google Map, è la cosa migliore, in modo che è facile vederlo. Poi traccando sul GPS si può vedere dove uno si trova e più o meno quando arriverà sul posto.
Speaker 5: Però il GPS non è assolutamente... sicuro al 100%, può succedere che dà l'arrivo leggermente prima o leggermente dopo e poi a un certo punto sembra che la persona sia scomparsa perché è già passata. Quindi darsi l'appuntamento è la cosa perfetta. Numero due, se volete fare le cose fatte bene, come le ho fatte io, no, ma se volete essere veramente dei supereroi, volete supportare al massimo La persona speciale che sta correndo la maratona, vi consiglio di fare la maratona. Non correre la maratona, ma fare la maratona sulla metropolitana.
Speaker 5: Dare diversi appuntamenti in diversi luoghi, almeno quattro, in modo da essere pronti a supportare la persona col tifo prima che la persona passi. L'ho fatto anche questo più volte e davvero vi sembrerà di correre, perché... Pur usando la subway, pur usando la metropolitana, dovrete salutare le persone che state salutando, correre alla metro più vicina e andare, aspettando che la metro arrivi, al punto di riferimento numero 2, numero 3, numero 4, forse anche punto 5. Quindi, se volete supportare da eroi i vostri eroi, preparatevi a correre.
Speaker 5: Un bacio, ciao!
Speaker 3: E dopo Laura non può che mancare Luca Arrigoni e con il suo messaggio davvero sportivo.
Speaker 21: Che spettacolo la Maratona di New York! Posso pensare a una cosa da ricordarsi, i ricordi sono troppi, magari un mezzo consiglio è di ricordarsi che è una giornata lunghissima, nel senso che comunque in base alla wave in cui si parte ci saranno diverse ore tra l'uscita di casa e la partenza vera e propria della gara, quindi ricordarsi bene di fare un programma anche con la nutrizione il vestiario eccetera fatto bene controllare bene le previsioni del tempo perché soprattutto al mattino può fare fresco e poi può diventare caldo oppure freddissimo oppure la pioggia quello che è ricordarsi di portarsi dietro strati di vestiario da poter lasciare alla partenza o durante il percorso nei punti di raccolta e appunto prepararsi al fatto che sia una giornata lunga Io per me non ho mai azzeccato la preparazione dell'alimentazione né tantomeno il pace e quindi ho fatto sempre una fatica tremenda arrivare all'arrivo.
Speaker 21: Bisogna prenderla un po' come una gara tutta insieme che parte dalle 4 del mattino o 4 e mezza quando uno si sveglia fino a quando arriva il traguardo non è solo una questione dei 42 chilometri però che spettacolo bellissima
Speaker 2: un'altra delle voci amiche di questo podcast e della corsa in generale Martino Pietropoli
Speaker 22: invece che spiegare perché correre la maratona di New York vorrei sperare invece che spiegare perché correre la maratona in New York o fare un qualche tipo di augurio, vorrei spiegare perché non correrla, perché in fondo non ha senso correre la maratona in New York, come non ha senso fare qualsiasi cosa, ma perché? Perché noi consideriamo sempre tutte le esperienze che vogliamo vivere inevitabilmente dal nostro punto di vista che è il punto di vista individuale e quindi andare all'estremo opposto correre la maratona di New York dimenticandosi di se stessi sembra strano perché in fondo è un'esperienza così unica e irripetibile bisogna ripetere essere completamente presenti a se stessi per godere il momento.
Speaker 22: Ma la mia provocazione è appunto quella di correrla immaginando di essere qualche un altro, o immaginando di non essere nemmeno un essere umano, uno scogliato di Wall Street, anzi di Central Park, oppure un poliziotto oppure una macchina un taxi di New York immaginare di essere qualsiasi altra cosa e correrla estraneandosi completamente da se stessi finalmente correndo via da se stessi non lo so è un'idea in fondo è sempre è l'unica maratona in New
Speaker 3: York un altro amico che sbaglia squadra ma che è un runner fortissimo e da qualche anno è diventato anche ciclista ecco il messaggio di Paolo Paolone Domante
Speaker 23: ciao Lorenzo e ciao Pietro prima di tutto un grazie sentito per darmi ancora la possibilità di contribuire al podcast da Verrazzano a Central Park Dopo un po' di tempo, mi fa molto piacere quando Lorenzo mi hai contattato ieri per chiedermi se potevo mandare un piccolo messaggio. Guarda caso, nulla poteva essere fatto in maniera migliore perché in questo momento mi trovo proprio a New York. Come dicevo nel podcast, quello del ventitresimo miglio, mi capita di venire a New York per lavoro molto spesso più volte all'anno oltre che essere appunto venuto a correre la maratona qualche volta e non potevo che cogliere con un enorme entusiasmo la tua proposta la vostra proposta tra l'altro ieri sera a cena ho incontrato Stefano Degliani che anche lui ha contribuito al podcast ed è una persona che vive a New York e con la quale abbiamo condiviso molte avventure di running e anche appunto questo fantastica esperienza legata alla vostra divulgazione sulla maratona di New York io ho fatto il ventitresimo miglio e appunto come dicevo prima è quel miglio che ci porta che porta i maratonetti ad entrare in Central Park dove secondo me inizia un'altra gara all'interno della gara perché si sono corsi 23 miglia quindi una parte importante della maratona e si crede che una volta arrivati a Central Park la cosa possa essere terminata in realtà non è così perché secondo me Central Park è il momento più duro della Maratona di New York, non solo perché arriva alla fine con la stanchezza, ma anche per i sali e scendi.
Speaker 23: E inizia veramente di nuovo un'altra gara all'interno della gara, tra l'altro con tantissimo pubblico, per quanto possa essere ancora di più del oltre milione di persone che ti accompagnano durante il percorso. Per cui domani andrò a correre lì, andrò, a ripensare a quelle emozioni a quelle che ho raccontato nel podcast ma quelle che ho vissuto tante volte nella maratona stessa mi trovo a Midtown per cui sarà molto semplice entrare a Central Park passare da quelle parti pensare a voi e pensare a tutti i maratonetti che faranno questa migliore questa meravigliosa esperienza spero molto presto grazie ancora e vi abbraccio a tutti ciao ecco un altro che è il 5Runner
Speaker 2: per correre davvero che è a parte saperne molto di corsa, è anche molto bravo a raccontare e trasmette un ottimo messaggio sui social. Simone Carniglia
Speaker 24: Ciao, sono Simone Carniglia e sono un maratoneta diabetico di tipo 1. Molte persone affette da questa patologia solitamente hanno paura di praticare sport, specialmente di endurance e di viaggiare. Io non l'ho mai vissuto come un limite e quindi mi sono esposto sui social e sto cercando di ottenere qualcosa che semplifichi la vita nelle gare per tutti noi per me la maratona di New York è importantissima è molto legata alla mia storia perché l'ho corsa tre volte sono sempre successe cose bellissime nel 2023, 2024 e 2025 nel 2023 ho completato le mie six majors ho ottenuto il mio medaglione e siccome la Maratona di New York è pochi giorni prima la giornata mondiale del diabete War Marathon Majors è venuto a sapere della mia storia e ha voluto fare un video per sensibilizzare sul diabete Simone Carniglia Six Star Finisher grazie a questo video sono entrato in contatto con il Presidente, no con il Race Director della Maratona di New York Ted Metellus, gli ho fatto presente dei problemi che avevo avuto per il diabete durante la gara e lui mi ha detto torna nel 2024, ti faccio provare dei servizi che abbiamo a disposizione per gli atleti con disabilità e dimmi cosa ne pensi.
Speaker 24: Io sono tornato, li ho testati, gli ho dati il mio feedback, effettivamente questi servizi hanno migliorato notevolmente la la mia esperienza e dal 2025 questi sono a disposizione di tutte le persone con diabete che ne fanno richiesta basta al lato dell'iscrizione puoi scrivere una mail e farne richiesta sono dei piccoli servizi apparentemente delle cavolate ma che cambiano molto la nostra esperienza ad esempio secondo me il più importante è la possibilità di lasciare la propria borsa non a Central Park la sera prima o due sere prima la si può portare con sé a Staten Island e poco prima della partenza caricarla su un furgoncino che la porta a Central Park sembra una cavolata ma noi abbiamo necessità di molti dispositivi medici e prima di questo servizio io cosa dovevo fare o me li caricavo per tutta la durata della gara oppure li dovevo gettare a Staten Island io nel 2023 ho gettato a Staten Island e avevo un'altra copia che mi trovava a Central Park è uno spreco
Speaker 24: nel 2025 ho avuto la soddisfazione di incontrare diverse persone con diabete che io non conoscevo e che mi sono venuto incontro per ringraziarmi dicendomi che hanno fatto la maratona di New York grazie al fatto che io ho fatto sì che ci fossero questi servizi e altrimenti non l'avrebbero fatto questo mi dà una grande soddisfazione e quindi posso dire nel mio piccolo di aver contribuito a cambiare il regolamento della gara più importante al mondo e adesso cerco di farlo in tutte le Six Majors
Speaker 3: ha partecipato a questo podcast lo scorso episodio eppure ha un messaggio per noi Viviana Venneri
Speaker 25: Allora, i miei consigli per la Maratona di New York sono due. Il primo è quello di indossare una maglia con il proprio nome scritto sopra. Mi ha stupito tantissimo quando ho visto la mia prima Maratona di New York vedere quanto il tifo sia davvero un fenomeno collettivo. In una città competitiva come New York, quando si corre con il proprio nome scritto sulla maglia, tutti faranno il tifo per te. E trovo che sia una cosa bellissima e per me veramente è sinonimo di vera sportività. Il secondo consiglio che do è quello di correre con, non lo so, un cellulare o una macchina fotografica bella carica e se si riesce anche non soltanto a voler fare il miglior tempo fermarsi per fare delle foto indimenticabili non soltanto dell'evento ma anche della città da un punto di vista davvero unico di una New York senza macchine.
Speaker 2: Un'altra voce femminile che potrebbe raccontare non una e non dieci ma centinaia di storie sulla Maratona di New York perché accompagna i runner da tantissimo tempo ormai a fare la gara più bella del mondo. Silvia Stradelli di Zamello.
Speaker 26: Ciao a tutti, io sono Silvia, Silvia Stradelli, mi occupo di accompagnare ormai da oltre 15 anni i runner alla Maratona di New York insieme a Borturan. Non l'ho mai corsa, non credo che la correrò, però devo dire che ormai ho vissuto insieme alle centinaia di runner che ho accompagnato le emozioni più disparate, la gioia, la commozione, la tristezza, la rabbia, la delusione, un po' un mix di emozioni per ognuno sempre diverse dopo... aver tagliato il traguardo ho visto persone gioire, restare incredule restare soddisfatte di tutti i sacrifici di mesi e mesi ma ho anche assaporato la delusione per molti e la mia riflessione principale in tutti questi anni di emozioni condivise è certamente una che ognuno che avrà la fortuna di attraversare quel traguardo a Central Park possa farlo sempre con la gioia nel cuore, indipendentemente dal risultato perché non saranno i 10, 20, 30 minuti in più che determineranno la...
Speaker 26: la delusione di un traguardo cronometrico non raggiunto vorrei veramente tutti gioissero nell'essere parte di uno degli eventi più importanti e più belli del mondo per loro per come ci sono arrivati per come l'hanno fatto e anche per chi non potrà mai esserci ecco, vivetevi New York vivetevi la sua maratona sempre sempre con la gioia nel cuore
Speaker 3: tocca a quello che io ho definito il poeta della maratona di New York e secondo me non temo di essere smentito ecco il messaggio di Roberto Di Sante sei qui
Speaker 27: sì tu sei qui sul ponte di Verrazzano in mezzo a 50.000 storie che saltellano eccitate fiere commosse speranzose, senti, senti l'inamericano, guardati, sei arrivato fino a qui, a New York, quanti sacrifici ti è costato, quante mattine a correre, quante notti a correre, quanti giorni a correre, in qualsiasi situazione, per arrivare fino a qui, hai fatto lunghi, hai fatto ripetute, per regalarti una favola... per la prima volta... sei qui... ma forse sei qui anche per la seconda... o la terza... o la quarta...
Speaker 27: o la quinta... e chissà per quante altre volte sei tornato qui... per vivere questa magia... e allora ti dico che è un film... sì... mi correggo... è un film... e tu sei il protagonista di questo film... la maratona di New York... il mito per un runner... il sogno, possibile e impossibile, tra poco partirai, ti immergerai in questo fiume di facce, di anime, scenderai a Brooklyn, ti prenderai tutto l'affetto e l'energia della gente, poi arriverai nel Queens, passerai sul ponte di Westbrook Bridge, dura lì perché scendi, vedrai il il maracanà del tifo sulla First Avenue vedrai questa strada che sale sale ma tu non avrai paura continuerai a correre e poi alla fine attraverserai il Bronx e ti aspetterà una salita leggera ma insidiosa fino a Manhattan fino a Central Park e lì arriverai guarderai la tua faccia riflessa nel mega screen alzerai le braccia e dirai sono il re del mondo per un giorno Perché questo è il tuo giorno.
Speaker 27: Questo è il giorno in cui hai scritto con le tue gambe, con il tuo cuore, con la tua testa una favola. Una delle favole più belle del mondo. Correre e finire la maratona di New York. A me questa corsa mi ha ridato la vita. Perché questa corsa è vita. La vita che tu hai deciso di colorare e di sottolineare con questa impresa. Correre La maratona di New York. Buona fortuna, fratello runner. Buona corsa. Guardati attorno. Guardati dentro. Sei il re del mondo. Sei il re di New York. Dai.
Speaker 2: Quando iniziamo la puntata insieme al nostro amico Nicola Marras, facevo uno scherzetto a Lorenzo parlando un pochino in sangue. Questo messaggio ve lo dice tutto in italiano. Nicola.
Speaker 28: Ciao Lorenzo. Ciao Pietro. Ciao a tutti gli ascoltatori di questo bellissimo podcast è un piacere per me essere un'altra volta qui con voi l'ultima volta ci siamo sentiti più o meno due anni fa e ho qualche aggiornamento per quanto mi riguarda e soprattutto qualche suggerimento per chi si approccia a vivere l'esperienza della maratona in New York E magari un giorno vorrà raccontarla così come abbiamo fatto noi insieme a Lorenzo e Pietro. Innanzitutto voglio dirvi che nel 2024 ho corso la mia terza maratona di New York, la terza di seguito, e soprattutto che siamo riusciti a aggiungere all'obiettivo, così come le decime precedenti, abbiamo acquistato una sedia a rotelle da corsa a tre ruote, con la quale poi quest'anno abbiamo corso la nostra prima 10 chilometri insieme a un ragazzo che si chiama Etto, che aveva piacere di fare questa esperienza, E insieme ci piacerebbe correre la maratona con la sedia nel 2027.
Speaker 28: Le tappe sono tante, ma non ci diamo per vinti. Ci contiamo, ci speriamo e vedremo un pochino come andrà. Detto questo, mi piacerebbe dare un consiglio per tutti i neofiti della maratona in New York. che è quello di farla perché se avete avuto in passato una qualsiasi esperienza sportiva a meno che voi non siate stati dei professionisti che hanno calcato campi di calcio con 20, 30, 40 mila spettatori ad incitarvi, a guardarvi credo che non ci sia al mondo un'altra manifestazione amatoriale se vogliamo perché è aperta a chiunque che vi consenta di avere un tale calore un tale affetto da parte del pubblico perché correre la maratona di New York a parte alcuni tratti che per scelta o condizione non hanno presenza di pubblico significa condividere la corsa oltre che con gli oltre 50.000 podisti soprattutto con un milione e mezzo, un milione e settecentomila persone che stanno lì a cercare di incitarti di cercare il tuo nome sulla maglietta di urlare vai che ci sei ti vedo bene sei il numero uno e questo è fondamentale in quei 42 km e 195 metri per arrivare al traguardo col sorriso e con le lacrime di gioia grazie a tutti è stato un piacere essere di nuovo qui con voi un abbraccio e buona strada per New York Ciao
Speaker 3: Una presenza femminile tra, finalmente aggiungerei, visto la stramaggioranza di maschietti che hanno partecipato al nostro podcast, è quella di Daniela Cappadonia.
Speaker 29: Tutto è cominciato per caso, da una rinuncia di una parte del mio corpo alla maratona di New York, quasi come una ricompensa. tra la rinuncia e la maratona un mondo e soprattutto la corsa infinita di Lorenzo Dell'Uva e il podcast dal Verrazzano al Central Park la mia personale copertina di Linus nei lunghissimi ma anche negli allenamenti brevi è un sogno che comincia a concretizzarsi attraverso i racconti di atleti volontari persone comuni con storie meravigliose alle spalle E poi ci sono io, con la mia piccola storia e il mio sogno di tagliare il traguardo a Central Park.
Speaker 29: Ma non voglio parlare proprio della maratona, voglio parlare del... Il momento prima, di due giorni prima, quando non curante della sicurezza, non saprei dire, mi avventuro alle quattro e mezza del mattino a Central Park per correre e aspettare l'alba da sola, ascoltando i rumori. aspettando la luce e soprattutto arrivando al traguardo prima della partenza. Sembra quasi un gesto scaramantico, beh ci sono qua adesso, qualche giorno prima, ci sarò qualche giorno più tardi. Sicuramente questa è la parte più forte, stare nel luogo dell'arrivo pensando che ancora non si è partiti.
Speaker 29: New York è stato un momento speciale sicuramente, molti mi hanno detto che non avrei corso più dopo New York, invece ho continuato a farlo nonostante tutto e porterò sempre con me le emozioni e soprattutto i ricordi a volte penso creati dalla mia mente e alcuni invece realmente vissuti. Quindi Maratona di New York mi ha dato tanto, davvero. Sono felice di averla completata. Lorenzo e Pietro sono stati i miei compagni fedeli di tutto il percorso. Un abbraccio.
Speaker 3: Un mio amico, il commento di un mio amico caro, Marzio, napoletano di Brooklyn, runner, sportivo e autore del jingle di questo podcast. per il quale saremo per sempre
Speaker 30: grati. Ciao ragazzi, il consiglio che mi sentirei di dire è questo, non pensare alla maratona come un'unica distanza gigantesca, dividetela in pezzi, il ponte, Brooklyn, Queens, Manhattan, Bronx, poi di nuovo Manhattan, un quartiere alla volta e un momento alla volta, perché se pensi subito al traguardo può sembrare una distanza troppo grande, invece se resti dentro al momento la gara diventa una sequenza di... Piccoli passaggi e ognuno ti porta più vicino al traguardo. Quindi un forte forte in bocca al lupo a tutti voi che correrete New York.
Speaker 30: Ok? Ciao, buona maratona!
Speaker 2: Un'altra delle voci new yorkesi più autorevoli è la nostra amica Martina di Marco Angeli.
Speaker 31: Ciao ragazzi, è incredibile pensare che siano già passati cinque anni dall'ultima volta che abbiamo parlato della fantastica maratona di New York. In questi cinque anni ho avuto l'onore di correre a New York altre due volte, per un totale di sei volte in quasi tredici anni. Spoiler alert, non solo non sono scesa sotto le tre ore venti, ma non mi sono neanche minimamente avvicinata ad un pb. Per motivi di salute, nulla di serio per fortuna, ho preso una pausa dalla maratona e ho speso gli ultimi tre anni cercando di rimettermi in sesto.
Speaker 31: E adesso, rullo di tamburi, a novembre correrò la mia settima maratona di New York. Quella prima domenica di novembre è e per sempre sarà uno, se non il giorno più speciale dell'anno per me. Ma quest'anno mi sento che lo sarà ancora di più perché, dopo il disastro che sono state le mie ultime due maratone, penso di essere finalmente pronta a rimettermi in gioco sul serio. E allora, come vi dissi nel lontano 2021, volere potere, non abbiate paura e come diciamo noi a Roma, DAI E TUTTA! Un bacio.
Speaker 2: Un'altra storia che ci era piaciuta tantissimo, quella che ci ha raccontato il nostro amico Gabriele Dovis, aka Run
Speaker 32: Acceptable. Ciao, sono Gabriele, Run Acceptable, e ho impiegato un anno e mezzo per preparare la mia prima maratona di New York. Partivo da un peso di 130 kg e piano piano, allenamento dopo allenamento, sono arrivato a coronare il mio sogno. Per tutti questi mesi non ho fatto altro che pensare al traguardo. L'ho sempre immaginato, desiderato, e ho sempre pensato che sarebbe stato il momento più incredibile di tutta la mia esperienza, quello in cui avrei condensato tutte le mie emozioni più grandi.
Speaker 32: Invece mi sbagliavo. Lì non ho capito proprio niente, ero in balia delle emozioni. Il momento più incredibile è stato invece la partenza. Lì mi sono reso conto di dove ero, perché ero lì, quello che stavo per fare, tutto quello che stavo per affrontare e tutto quello che avevo affrontato per arrivarci. È stato quello il momento più grande, quello che non dimenticherò mai e quello che ti auguro di ricordarti per tutta la vita. Buon divertimento a New York.
Speaker 3: Federico Mancin, che molti conoscono come Runner Extra Large, ci racconta la sua non maratona di New York perché sono passati tanti anni ma Fede ancora non la corsa.
Speaker 33: Un saluto alle amiche e agli amici della Maratona di New York. Io sono Federico, sono stato protagonista del Miglio 6. Innanzitutto voglio ringraziare Lorenzo e Pietro per l'invito, per l'accoglienza, per avermi dato la possibilità di far parte di questo bellissimo progetto. È stato un viaggio meraviglioso, anzi possiamo direi tranquillamente chiamarla una bellissima maratona. Un percorso fatto di storie, di emozioni, tanta voglia di correre, insomma puntata dopo puntata credo che il valore si sia percepito.
Speaker 33: Sono stato chiamato a rappresentare chi la Maratona di New York ancora non la corsa e a distanza di parecchi mesi le cose non sono cambiate, ancora non ho avuto l'occasione di farlo. Credo che però sia anche questo il bello, perché credo che eventi straordinari come la Maratona di New York siano resi affascinanti proprio dal fatto che rappresentino un sogno per tantissime persone e il mio sogno è ancora lì intatto e che mi aspetta Non si sa mai che possa realizzarsi in futuro, nel frattempo però ringrazio davvero per questo podcast nel quale ho avuto la fortuna di vivere le emozioni di chi la corsa davvero.
Speaker 33: È stata una bellissima esperienza collettiva e un progetto anche coordinato immagino non facile da portare a termine. Ringrazio chi ha ascoltato la puntata, chi ha condiviso le proprie emozioni e insomma ovviamente ringrazio anche chi continua a inseguire i sogni auguro buone corse a tutti insomma ci vedremo prima o poi credo sulla linea di partenza
Speaker 2: ascoltiamo cosa da dire il mio amico Guido Rimini che notoriamente è uno che odia la
Speaker 34: maratona buongiorno a tutti come è noto io corro per mangiare quindi per la maratona in New York che io adoro mi sento di dare questo consiglio Non vi preoccupate della colazione, di farla in orari improbabili, con cose improbabili, che avete pagato una cifra folle in qualche posto, perché tanto quando arriverete al villaggio scoprirete che ognuno dei tre villaggi, per i tre colori, vi offre ogni ben di Dio. Avete i bagel con e senza uva passa. Avete le banane, avete la cioccolata, avete il tè, avete il caffè, avete gli integratori, avete le barrette.
Speaker 34: C'è tutto quello che qualunque runner può desiderare, che è molto di più di quello che potreste racimolare disperatamente la sera prima e mangiare magari nel bagno della vostra stanza per non disturbare il vostro compagno di stanza. quindi l'importante secondo me è arrivare sereni al villaggio non vi preoccupate niente perché c'è tutto quello che vi può servire un altro modestissimo consiglio pratico è quello di finire un po prima diciamo rispetto agli altri appostarvi davanti all'entrata del cor al vero e proprio perché specialmente se siete in prima onda troverete i bagni nuovi pulitissimi dove potete anche mangiare per terra ma in ogni caso avrete un vantaggio senza dover fare file contro file niente l'importante è quello di essere un po' attenti nei tempi buon divertimento a tutti
Speaker 3: È il turno di Lorenzo Cortesi, Race Director dei Venice
Speaker 7: Marathon. Sentiamo cosa ci rilacconta. Eccomi qui. Allora, io tre volte sono stato a New York a correre la maratona. Come sai, ho avuto la possibilità di viverla con duplice veste perché, essendo il direttore generale della Venice Marathon, l'ho sempre vissuta sia da runner che da organizzatore, quindi con occhi molto attenti a tutti gli aspetti. al format pur godendomi tutta l'experience della Maratona New York anzi avendo anche la possibilità di viverla attraverso programmi dedicati ai race director piuttosto che al corporate quindi con un valore aggiunto mostruoso resta il fascino della fatica perché quando tu fai 42k Alla fine vip o non vip, te la devi correre, sudare, vivere, godere.
Speaker 7: È stato sempre un viaggio, anche se sono stati tre. Sono stati tre viaggi per un certo verso diversi e dall'altro unico. Perché ogni volta che scendo dall'aereo mi sento a casa. Questo è quello che mi ha creato la Maratona New York. molto di più rispetto ad altre maratone internazionali che ho avuto comunque la fortuna di correre che però non mi hanno lasciato lo stesso segno quindi direi che New York ha questo potere questo potere di essere unica, iconica la gente è fenomenale e poi vivi veramente l'atmosfera da quando scendi dall'aereo a quando ci risali non c'è persona che per strada ti applauda quando vedi la tua medaglia al collo ho anche avuto la possibilità di viverla anche grazie a te non da turista perché ho vissuto
Speaker 7: situazioni interne ho potuto vedere Brooklyn mangiare a casa tua quella volta me lo ricordo bene e anche con altri amici che abbiamo conosciuto lì per cui direi dire che è da fare non è neanche l'aggettivo più adatto è un'esperienza che ti resta dentro tutta la vita ce ne sono tante altre però insomma questa è una di quelle Quasi come in Islanda, che a noi piace tanto. Un abbraccio, a prestissimo, ci vediamo in Islanda. Quasi il mio conterraneo ormai, Ligure, ma ho vinto
Speaker 2: Romeo.
Speaker 35: Se c'è una cosa che mi ha insegnato la maratona di New York è che non bisogna mai smettere di sognare. E l'ho imparato da grande, nonostante tutto sia partito da un sogno fatto da un bambino di dieci anni. Era la metà degli anni Ottanta, in una casa della Liguria, e la televisione trasmetteva la partenza della Maratona di New York. Vedere quelle migliaia di persone sul ponte di Verrazzano correre felici mi ha fatto sognare ad occhi aperti e quel giorno ho detto che figata, io un giorno vorrei essere lì.
Speaker 35: Poco più di trent'anni dopo mi sono trovato lì e l'ho fatta la corsa per due volte. Ecco, è un'emozione quella che ho vissuto alla partenza che non è spiegabile. È un'emozione che non si può raccontare davvero fino in fondo, ma si deve vivere. Ognuno la vive poi a suo modo, ma si deve vivere davvero. So soltanto che quelle due volte quel bambino sognante si è ritrovato a guardarsi intorno e a fotografare, a videoregistrare coi propri occhi quello che stava vedendo, perché non era più un sogno, ma era una vera realtà.
Speaker 35: Non ti dirò le cose che ti diranno tutti di viverti il viaggio, ma ti dirò un'altra cosa. Ti dirò che esiste la Parade of Nations, che è la cerimonia di apertura, e se ti posso dare un consiglio, partecipa al sorteggio. Quando ti arriva la mail che ti avvisa che sono aperte le candidature per la Parade of Nations, candidati, provaci perché vivere la Parade of Nations che è come la cerimonia d'apertura delle Olimpiadi legata alla Maratona di New York ti fa sentire veramente parte della tua nazione all'estero ed è una cosa spettacolare io ho avuto la fortuna di partecipare una volta come delegato e una volta come portabandiera ed è un'emozione che porto e porterò dentro per sempre e se hai una bella storia da raccontare candidati come portabandiera, provaci perché veramente non bisogna mai smettere di sognare e questo alla Maratona di New York è una cosa che vale ancora di più.
Speaker 3: L'unico, il solo, il mito, l'ineguagliabile, l'ininimitabile Moreno Carlini che lo abbraccerei solo per il suo messaggio.
Speaker 36: Eccomi qua, il mio amico Lorenzo Grande, maratoneta, mi ha chiesto di ricordare la mia maratona di New York una decina di anni fa. È stato come riaprire un vecchio cassetto, dentro c'erano emozioni, ricordi e soprattutto dolori muscolari che credevo dimenticati. La partenza sul ponte di Verrazzano era epica, migliaia di persone pronte a correre 42 km, io stavo lì e pensavo ma non c'era un'opzione da 5 km, magari con il ristoro anticipato, niente, troppo tardi, per scappare eravamo talmente tanti che se provavi a tornare indietro ti riportava avanti la folla tipo tapirulano umano.
Speaker 36: i primi chilometri mi sentivo un atleta vedo poi mi sono dato un'occhiata uno sguardo di pantaloni corti a novembre con la cannottiera un freddo da farsi da sotto sembravo uno che corre perché ha perso l'autobus perché scappava dopo una cosa irregolare però va bene l'importante è l'atteggiamento e il fatto che nessuno ti conosce a Brooklyn la gente urlava Go Moreno io mi emozionavo mi conoscono pure qua e invece un po' mi sono ricordato che c'avevo il nome scritto sulla maglietta. È un trucco interessante che consiglio agli amici che vogliono correrla.
Speaker 36: Ti senti amato, sostenuto, quasi adottato dal quartiere. E poi è arrivato il Queens, il famoso muro. Ecco, il muro non è una metafora, è una entità viva che ti guarda e ti dice ecco, ora vediamo quanto ci tieni davvero. Io ho iniziato a negoziare col mio corpo E gli ho promesso che se fossimo arrivati al trentesimo, giuro che non ti faccio più fare le scale per una settimana. Il mio corpo ha risposto con un piccolo crampo, che credo fosse un vedremo. L'ingresso a Manhattan è stato un delirio. Gente che urla, cartelli motivazionali, bambini che ti battono il 5.
Speaker 36: Tu che fai finta di essere fresco, mentre dentro stai urlando come un modem 56K. E poi il Central Park, il traguardo, anche in leggera salita. Lì ho capito che la maratona è una cosa seria, ti cambia, ti plasma, ti insegna che puoi superare i tuoi limiti o almeno sopravvivere, come nel mio caso, ai tuoi errori. E mentre tagliavo il traguardo con la grazia di un carrello della spesa con la ruota storta, mi è venuta in mente una citazione che ritengo adeguata. Correre una maratona è semplice, basta non fermarsi mai e ignorare ogni buonsenso.
Speaker 36: ecco io quel giorno ho fatto questo ciao a tutti buon divertimento
Speaker 3: beh Pietro io direi di chiudere in bellezza e che bellezza anche un po' per contrappasso ma lasciamo stare con Sandro Bigsiviero che ne dici?
Speaker 2: sono assolutamente d'accordo abbiamo iniziato con un grande amico Vidal Ferrazana Central Park finiamo con un amicissimo nostro del podcast della forza in generale
Speaker 37: Ciao a tutti, sono Sandro Siviero di Runlovers. Ciao Pietro, ciao Lorenzo. Allora, consigli sulla maratona di New York. Innanzitutto io non la vivrei come una gara in sé, ma come un'esperienza. Un'esperienza fatta in una città unica, con un percorso assolutamente unico, fatto da persone uniche, con una logistica tutta sua. E quindi non la preparerei neanche come una gara normale, bensì come un viaggio corsa. Un viaggio corsa in cui nei giorni precedenti ti godi la città, anche nei successivi magari, il tutto culminato da 42 chilometri e 195 metri che attraversano cinque distretti e quindi ti fanno godere l'intera città.
Speaker 37: Consigli specifici? Onestamente non so neanche se darteli perché ciascuno vive queste esperienze a modo suo. Io l'unica cosa che ti posso consigliare è di non camminare troppo nei giorni precedenti la gara perché New York è una città che ispira molto il camminare perché ovunque tu ti muova vivi esperienze, scopri cose nuove e di conseguenza sei portato a viverla camminando salvo poi arrivare il giorno della gara con le gambe come quelle di Pinocchio, ossia di lei. Un'altra cosa particolare è il cibo.
Speaker 37: Goditelo. Goditelo se puoi, se non hai problemi alimentari, se non hai particolari gusti alimentari, goditi il cibo perché New York è una città dove il cibo è buonissimo. Peraltro ti consiglio il Joint Burger che è vicino a Times Square dove fanno secondo me i migliori hamburger di new york che dire mi hanno imposto di non dire goditi la gara perché in effetti la gara te la godi comunque qualunque cosa succeda nel bene e nel male è un'esperienza ecco vivila come un'esperienza vivila come una città meravigliosa unica qual è cerca di viverla anche non da turista se puoi ma ma di scoprirla un po' alla volta, scoprirne gli angoli, scoprirne i profumi, gli odori, i sapori, le persone e magari stai lì qualche giorno in più.
Speaker 37: Tutto il resto viene da sé, tutto il resto l'hai già preparato nelle settimane, nei mesi precedenti e quindi che te frega, vivi bene la gara, ma soprattutto goditi e vivi bene l'intera città.
Speaker 3: Ah, Pietro! non so non ho ammetto che non abbiamo ancora montato questo episodio quindi non so ancora a che minuto siamo ma siamo lunghissimi quindi secondo me è arrivato il momento dei saluti fammi fare prima una comunicazione di servizio compresa quella che abbiamo già fatto all'inizio ovvero non disabbonatevi da questo podcast perché la fine delle stagioni non vuol dire la fine di questo podcast e quindi rimaniamo in contatto Quest'episodio se riesco a montare tutto questo ben di Dio in tempo vorrei rilasciarlo per il 31 luglio, uno perché così gli amici che partono per le ferie e vanno in vacanza hanno un bel audio che gli tiene compagnia in viaggio.
Speaker 3: E poi perché il 31 luglio per me è una data speciale perché il 31 luglio 2019 veniva rilasciata la prima versione della Corsa Infinita. Da
Speaker 2: cui diciamo un pochino nasce anche questo podcast.
Speaker 3: Nasce anche l'idea di questo podcast. Però le due cose stanno convivendo e hanno convissuto fin qui benissimo dandosi una mano l'una con l'altra. Però siccome dovrebbe coincidere questo giorno mi fa piacere. Per chi ascolta questo podcast il 31 luglio e nei giorni immediatamente successivi di comunicare in segreto per chi ascolta la puntata subito che rendo disponibile su Amazon come ebook il libro gratuitamente per il download nel 31 luglio e nei giorni immediatamente successivi quindi potete passare la voce agli amici.
Speaker 3: costringendoli a sentire questo lunghissimo episodio però mi fa piacere chiudere questo cerchio in qualche modo regalando l'ultima versione del libro a chi con tanta passione e con tanta energia e tanto vocalmente come si sono sempre fatti sentire nel corso di queste stagioni ha seguito questo podcast con interesse incredibile per me compreso conoscere delle parti che io ignoro completamente e quindi questo ci porta secondo me direttamente a ringraziare allora io innanzitutto ringrazio te perché mi hai fatto compagnia come dicevamo prima negli ultimi cinque anni in queste quattro stagioni in cui ci siamo alternati e inseguiti per raccontare
Speaker 2: soprattutto nelle ultime inseguiti direi perché è stato
Speaker 3: davvero
Speaker 2: un'impresa riuscire a costruire queste puntate Però è stato
Speaker 3: molto divertente,
Speaker 2: abbiamo
Speaker 3: avuto l'occasione di chiacchierare con degli amici, abbiamo avuto l'occasione di conoscere delle persone che non conoscevamo prima, quindi devo dire che il running e la maratona da questo punto di vista si sono confermati un'occasione di incontro. Quindi grazie a te, grazie a tutti gli ospiti che hanno partecipato a questa puntata speciale, a quelli che per qualche motivo purtroppo pochissimi non hanno... a partecipare grazie alle persone che ci sono state vicine in questi anni che nelle nostre vita sono anche un po' cambiate rispetto a quando abbiamo iniziato e personalmente se mai l'ascolterà questo episodio vorrei salutare mio figlio Orlando che non si chiama così per Orlando Pizzolato si chiama così completamente per caso e però sarà un segno e lo voglio salutare perché lui è che ha dato il titolo alla Corsa Infinita e lui che magari tra qualche anno vorrà capire che cavolo faceva suo padre quando scompariva per delle ore e magari sentirà queste pese e lo dirà mio padre mi ha salutato, non lo dirà così esaltato, lo dirà sicuramente con molto più distacco.
Speaker 3: Tra qualche anno lo vedremo su un
Speaker 2: podio alla
Speaker 3: Maratona di Rio,
Speaker 2: chi lo sa, non si può mai sapere.
Speaker 3: è più probabile che faccia il podio sia preso da me che stia sul podio però diciamo che mi fa piacere già se un giorno mai ascolterà questo episodio mi farà già piacere che scopità che l'ho salutato e tocca a te
Speaker 2: intanto non ho tanto da aggiungere su questo che hai detto io ovviamente non posso salutare dei figli perché non li ho però condivido il ringraziamento alle persone che ci sono state accanto a cui diciamo abbiamo tolto del tempo per poterlo dedicare questa nostra passione che è la Maratona di New York e che è stata la costruzione, le registrazioni di questo podcast e la condivisione di questo podcast con le persone che ci hanno ascoltati, che ci hanno fatto il regalo di ascoltarci. C'è una cosa che io vorrei dire proprio per ultima, per l'ultima volta, perché questa è l'ultimissima puntata, non ne capiterà mai più un'altra.
Speaker 2: Non è vero, non è vero. Non capiteranno mai le stagioni. Le stagioni, c'è questa differenza. E niente, vorrei ricordare una delle cose che noi diciamo sempre, cioè correte felici. Ma correte felici davvero, ricordatevi che siamo fortunati a riuscire a correre, siamo fortunati a poter condividere questa passione, ma anche semplicemente a correre da soli, senza condividere. Però è già una fortuna poterlo fare, quindi siatene felici.
Speaker 3: Sottoscrivo al 100% e quindi dal Verraziano Central Park, da Lorenzo
Speaker 2: e da Pietro,
Speaker 3: passo e chiudo, correte felici e ci vediamo a New York.
Speaker 2: Ci vediamo magari anche da qualche altra parte.
Speaker 3: Esatto, e Forza Napoli sempre. Ovviamente sempre, sempre. Ciao! Ciao!
Speaker 3: Autore dessert Ciao! Ciao!
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