Field Dispatch
Dimmi di New York (con Viviana Venneri)
Field Notes
Ospite di questa puntata è Viviana Venneri (www.vai-la.com), guida turistica italiana, che da anni vive e racconta New York attraverso tour privati e itinerari costruiti su misura.
Con Viviana (che trovate anche su instagram @vivivenneri) ci allontaniamo per un momento dal percorso di gara per scoprire la sua città: quella che si esplora lentamente, ascoltando storie, osservando dettagli e attraversando a piedi o in bicicletta Manhattan e Brooklyn. Parliamo di itinerari pensati per i runner pre o post gara, per le famiglie e per chi vuole conoscere New York oltre le attrazioni più famose (e dimenticarsi della maratona per qualche ora).
Una chiacchierata tra Red Hook, Bushwick, Soho e libri, quartieri, curiosità e luoghi da scoprire prima o dopo la TCS NYC Marathon, seguendo lo sguardo attento e appasionato di chi accompagna ogni giorno i visitatori per le strade della città e sa trasformare una semplice passeggiata in un racconto indimenticabile.
Dal Verrazzano a Central Park è il podcast di running che ti porta alla scoperta della Maratona di New York e del suo percorso. In ogni episodio trovi consigli, curiosità, info, storie di runner, trucchi e consigli per la corsa sulle strade di NYC. Nella prima stagione ogni puntata è dedicata a un miglio specifico del percorso di gara: lo raccontano passo dopo passo con i co-host Lorenzo Maria dell’Uva e Pietro Paschino, affiancati da runner, coach, campioni e appassionati che hanno corso, vinto o che sognano ancora di partecipare alla TCS NYC Marathon.
A proposito di Lorenzo & Pietro:
- Lorenzo Maria dell’Uva lavora nel digital. È startupper, giornalista, runner e fotografo. Ha pubblicato La corsa infinita (www.maratona.nyc), la guida completa alla Maratona di New York, I Run NY e Race Day un reportage fotografico dedicato alla TCS NYC Marathon. Ha corso, fino ad oggi, la Maratona di New York dodici volte. Su Instagram e Strava il suo nickname è @delluva.
- Pietro Paschino è un Medico Veterinario, ma anche Ricercatore ed Insegnante, e spesso scrive di corsa per RunLovers. Corre quasi tutti i giorni, ovunque si trovi nel mondo. Su Instagram, Facebook, Strava e Twitter il suo nickname è @pietropaschino. Che fantasia infinita, eh?
Speaker 2: Allora, ho quasi timore a dirlo, perché oggi siamo alla
Speaker 2: penultima puntata di sempre. Di semprissimo
Speaker 3: basta, non ne posso più di parlare con te, quindi
Speaker 3: sono molto contento che sia la penultima puntata di sempre,
Speaker 3: ma vuol dire che ne abbiamo ben altre due, attenzione.
Speaker 3: Potremmo ancora, stupide tutti, fare due episodi da nove ore l'una. Sì,
Speaker 3: per di un tra- trailer,
Speaker 2: non più per chi correrà una torre di New
Speaker 3: York. E oggi, per il tuo lunghissimo, otto ore. No,
Speaker 3: saremo pietosi, soprattutto di noi e del caldo che nel
Speaker 3: frattempo è venuto nelle case di ciascuno. Quindi, penultima puntata,
Speaker 3: da tradizione, andiamo a iniziare subito, non
Speaker 2: giriamo intorno al documento. Io sono Pietro Paschino. Io sono
Speaker 2: Lorenzo Dell'Uva. Questo è Dal Verrazzano a Central Park, il
Speaker 2: podcast dedicato alla Maratona di New York.
Speaker 3: E questo è l'episodio 7 della stagione 4, penultimo episodio, dal titolo
Speaker 3: Dimmi di New York. sempre, penultima sigla l'abbiamo detto, non
Speaker 3: l'abbiamo detto, ma
Speaker 2: non fa niente
Speaker 3: penultimissima sigla di sempre, diamo il benvenuto a Viviana Venneri,
Speaker 3: l'ho detto bene? L'hai detto bene,
Speaker 4: piacere,
Speaker 3: l'ho detto bene, ok, benvenuta e Viviana faccio una mini
Speaker 3: presentazione che sbaglierò, quindi per favore correggimi appena sbaglio
Speaker 3: Viviana è una ragazza che vive a New York e
Speaker 3: che oltre ad essere innamorata della città, che racconta in
Speaker 3: moltissimi modi sui social, con progetti speciali eccetera, di cui
Speaker 3: parleremo dopo, è anche una guida turistica, ma è anche
Speaker 3: una viaggiatrice, quindi diciamo è approdata a New York, come
Speaker 3: tante persone nella vita, e poi si incastrano lì, me compreso,
Speaker 3: ma in realtà ha una vita molto molto interessante, che
Speaker 3: purtroppo oggi andrebbe troppo off topic, però comunque per chi
Speaker 3: ci ascolta, oggi viene qui per darci qualche consiglio, qualche aiuto,
Speaker 3: per chi andrà o verrà, secondo il punto di vista
Speaker 3: di New York, nel fatidico, diciamo 2026, ma i podcast hanno
Speaker 3: vita lunga, quindi anche 2027, 2034, eccetera. Quindi benvenuta innanzitutto.
Speaker 4: Grazie.
Speaker 3: Raccontaci a volo di te, un po' più nel dettaglio,
Speaker 3: meno generico di come sono stato io.
Speaker 4: Sì, vabbè, io vivo a New York adesso da sette anni,
Speaker 4: sono italiana, ma non arrivo dall'Italia, sono arrivata dal Brasile,
Speaker 4: quindi ho vissuto otto anni in Brasile, poi mi sono
Speaker 4: spostata qua, e non nasco come guida turistica come penso
Speaker 4: magari anche tanti altri dei miei colleghi, lo sono un
Speaker 4: po' diventata, mi sono reinventata, anche se questa parola non
Speaker 4: mi piace tantissimo, però diciamo ho trovato un nuovo lavoro
Speaker 4: qua a New York che mi piace tantissimo perché sono
Speaker 4: innamorata di New York ma in realtà sono innamorata di
Speaker 4: tutte le grandi città, quindi è quello che a me
Speaker 4: piace fare, esplorare e condividere quello che scopro con gli altri.
Speaker 3: Un po' come Pietro, da quando lo conosco... ha fatto
Speaker 3: il veterinario in 45 città diverse.
Speaker 2: Oggi parliamo di Viviana, quindi no. Però ho fatto un conto,
Speaker 2: mi pare di essere stato in 30 posti diversi a fare
Speaker 2: il lavoro che faccio.
Speaker 3: E nessuno dei due era il Brasile o New York
Speaker 2: No, New York solo per correre, solo per correre la maratona.
Speaker 2: Tu sei una guida turistica ufficiale di New York e
Speaker 2: ci hai detto che sei arrivata un po' per caso.
Speaker 2: Cosa significa fare la guida turistica a New York e
Speaker 2: farla come guida turistica ufficiale? Perché diciamolo subito, abbiamo avuto
Speaker 2: qua anche Ricky che ugualmente è una guida turistica a
Speaker 2: New York, difidate da chi si... pavoneggia di essere un
Speaker 2: grande conoscitore, profondo conoscitore, ma che in realtà non ha
Speaker 2: le carte di regola per farlo. Perché che cosa significa
Speaker 2: essere un guida turistica ufficiale,
Speaker 4: Viviane? Significa studiare e bisogna sostenere un esame, quindi comunque
Speaker 4: un esame con, adesso non mi ricordo bene, ma un
Speaker 4: centinaio di domande a risposta multipla e poi una volta
Speaker 4: appunto passato questo esame arriva questa licenza a casa, quindi
Speaker 4: In realtà poi appunto la città di New York ti
Speaker 4: dà la possibilità di esercitare il tuo lavoro sostanzialmente. Poi
Speaker 4: a partire da lì una persona può decidere se appoggiarsi
Speaker 4: a qualche struttura specifica o farlo in solitario come l'ho
Speaker 4: fatto io, come lo sto facendo io. Questo perché mi
Speaker 4: dà l'autonomia di decidere dove portare le persone, che tipo
Speaker 4: di giri fare, che focus dare anche ai tour che faccio.
Speaker 4: Quindi mi capita di portare in giro sia la persona più...
Speaker 4: che per la prima volta a New York quindi vuole
Speaker 4: avere un'idea della città, come invece chi è stato qua
Speaker 4: un centinaio di volte, come anche i new yorkesi stessi,
Speaker 4: che hanno voglia magari di esplorare insieme a qualcuno e
Speaker 4: non hanno, diciamo, hanno magari a volte pigrizia nel farlo
Speaker 4: da soli, quindi preferiscono farlo in gruppo.
Speaker 3: Allora, io ho sbirciato il tuo sito per i tuoi
Speaker 3: tour e ce ne so un sacco che mi interessano, diciamo,
Speaker 3: io partirei da uno perché diciamo il tema stiamo parlando
Speaker 3: le persone che vengono in città perché vengono a correre
Speaker 3: la maratona di New York una delle caratteristiche di chi
Speaker 3: viene a correre la maratona di New York degli italiani
Speaker 3: in questo momento ci rivolgiamo agli italiani ma non solo
Speaker 3: perché tu le guide le fai anche in portoghese è giusto?
Speaker 4: in inglese
Speaker 3: esatto una delle caratteristiche di chi viene qua e forse
Speaker 3: non lo sai ma gli italiani sono il numero di
Speaker 3: runner più numeroso che corre la maratona di New York
Speaker 3: dopo gli americani quindi tieni conto che mediamente circa 3000 runner
Speaker 3: completano la maratona ogni anno italiani e questi runner arrivano
Speaker 3: sbarcano in città in migliaia insieme alle famiglie e tu
Speaker 3: tra i tuoi tour hai un family friendly tour che
Speaker 3: è stupendo perché è una delle richieste numero uno che
Speaker 3: da sempre mi fanno e tra l'altro devo dire di
Speaker 3: cui non mi sono mai occupato per direttamente o indirettamente
Speaker 3: nel libro raccontaci chiaramente non vorremmo che ci racconti tutto
Speaker 3: il tour sennò poi io voglio che le persone vengano
Speaker 3: al tuo tour Però raccontaci un po' che suggerimenti dai
Speaker 3: a chi arriva in città, può camminare poco, ma ha
Speaker 3: una famiglia a carico, diciamo.
Speaker 4: Allora, dipende un po' chiaramente dall'età dei bambini. Quando
Speaker 3: io
Speaker 4: ho scritto Family Friendly Tour mi rivolgevo, diciamo, nella mia
Speaker 4: testa ai bambini piccoli, nel
Speaker 3: senso
Speaker 4: comunque bambini che possono avere dai 3-4 anni, magari fino ai 31,
Speaker 4: esatto
Speaker 3: e bambini di 40, no?
Speaker 4: No più o meno a chi ha una decina d'anni 12
Speaker 4: anche no
Speaker 3: Perfetto.
Speaker 4: Vabbè io ti dico al di là delle attrazioni specifiche
Speaker 4: che poi molti già sanno perché poi diciamo che New
Speaker 4: York è una città che è anche molto conosciuta anche
Speaker 4: prima che qualcuno ci arrivi spesso no? le informazioni sono
Speaker 4: a disposizione online quindi non sono difficili da trovare quello
Speaker 4: che faccio io è il modo in cui presento la
Speaker 4: città quindi per esempio a me piace andare in zone
Speaker 4: dove comunque possiamo anche camminare senza che ci sia troppa
Speaker 4: frenesia intorno il village per esempio è una zona che
Speaker 4: rimane in alcune zone in alcuni punti molto residenziali lungo
Speaker 4: fiume anche o magari anche Brooklyn Heights lungo il fiume
Speaker 4: quindi dove non ci sono troppe macchine e sono più
Speaker 4: che altro l'attività che organizzo io faccio delle cacce al
Speaker 4: tesoro a volte mi è capitato anche di andare la
Speaker 4: sera prima con mia figlia a mettere degli oggetti nascosti
Speaker 4: che i bambini devono trovare e un altro tour molto
Speaker 4: bello da fare forse magari per i bambini un pochino
Speaker 4: più grandicelli è quello di Bushwick e della street art
Speaker 4: e il modo in cui si parla ai bambini e
Speaker 4: ai ragazzi secondo me che cambia tutto perché Lo stesso
Speaker 4: concetto detto in modi diversi li rende più attenti o
Speaker 4: magari più annoiati. E poi un'altra cosa che faccio che
Speaker 4: ho appena fatto recentemente sono i bike tour anche con
Speaker 4: la famiglia. E lì vabbè poi ci sono state attività
Speaker 4: cui non so tatuaggi ad acqua se un bambino stava
Speaker 4: in silenzio zitto e buono per cinque minuti e sono
Speaker 4: usciti che sembravano
Speaker 4: Tatuaggio a fuoco se non stava zitto. E tatuaggio a
Speaker 4: fuoco se non stava zitto. Quindi tutto, a me piace
Speaker 4: creare queste cose, per me i bambini hanno un occhio
Speaker 4: che a volte mi dicono di quelle cose che non so,
Speaker 4: mi sbalordiscono e quindi è quello un po' il segreto
Speaker 4: secondo me.
Speaker 3: Perfetto, senti sei scivolata nell'altra mia domanda che era il
Speaker 3: bike tour, che chi viene in città per la maratona
Speaker 3: è presumibilmente uno sportivo, è presumibilmente allenato e presumibilmente non
Speaker 3: vuole camminare tanto. Diciamo la domenica, la prima domenica novembre
Speaker 3: è ancora stagione per andare in bici senza troppi problemi,
Speaker 3: Quindi ci racconti anche qualche suggestione di un'eventuale bike tour?
Speaker 4: Certo, allora il primo suggerimento che do sempre, io inizio
Speaker 4: i miei bike tour da un posto dove non iniziano
Speaker 4: tanti bike tour, ma non perché io non amo fare
Speaker 4: i ponti con i gruppi in bici. Questo è un
Speaker 4: suggerimento che darei a tutti.
Speaker 3: Tranquilla
Speaker 4: perché i runner non amano fare i punti in generale. Esatto, esatto.
Speaker 4: Perché ho già visto, io vado sempre in giro in bicicletta,
Speaker 4: ho tre bici qua a New York e ho già
Speaker 4: visto gruppi che si fermavano lungo i ponti e per
Speaker 4: me è pericolosissimo perché come ben sapete ci sono scooter
Speaker 4: elettrici
Speaker 2: che
Speaker 4: passano sui ponti, poca pazienza a New York in generale.
Speaker 4: strade strette quindi è una cosa che a me fa
Speaker 4: una paura incredibile io generalmente incontro le persone a Red
Speaker 4: Hook quindi vado direttamente nella parte diciamo che si affianca
Speaker 4: a Manhattan più sud di Brooklyn che
Speaker 3: tra l'altro ti fermo un attimo per dire che Red
Speaker 3: Hook è uno dei miei quartieri preferiti credo di averlo
Speaker 3: un miliardo di volte e quindi apprezzo molto questa cosa
Speaker 3: Perché il 91% delle persone sta pensando ma Reduc che
Speaker 3: cos'è
Speaker 2: La parte più a sud di Manhattan, diciamo, più o meno.
Speaker 4: Allora,
Speaker 2: no di Brucie. Scusami, certo.
Speaker 4: Esatto, che è sull'East River sostanzialmente ancora, quindi che ancora
Speaker 4: costeggia diciamo, si vede ancora, si vede la statua della
Speaker 4: libertà benissimo per esempio da Redou che è uno dei
Speaker 4: miei osservatori preferiti anche perché spesso sono in solitaria quindi
Speaker 4: non mi piace quando c'è troppa gente e per quanto
Speaker 4: io faccia la guida turistica tendo a fuggire a volte
Speaker 4: dai turisti, è brutto da dire, non è una grande
Speaker 4: pubblicità per me.
Speaker 3: No, no, invece chiedi a me un'ottima pubblicità.
Speaker 4: Ecco, vabbè. E quindi mi piace partire da là. A
Speaker 4: Reduc faccio dei vari giri, insomma. tra vari locali anche
Speaker 4: posti che secondo me sono anche belli da vedere magari
Speaker 4: la sera e viste appunto come dicevo sulla statua meravigliose
Speaker 4: e dopo saliamo si va tutto a nord e per
Speaker 4: chi riesce appunto a seguire non è un giro difficile
Speaker 4: è semplicemente magari a volte fa caldo c'è il bambino
Speaker 4: dietro quindi è molto flessibile come punto appunto come come
Speaker 4: fine cerco di arrivare fino a Greenpoint quindi a vedere
Speaker 4: tutta quella parte di Brooklyn e secondo me è molto
Speaker 4: bello perché spesso magari una persona mi dice vada a
Speaker 4: Brooklyn sì ma è come dire vada a Manhattan dov'è
Speaker 4: che sei perché se sei a Williamsburg è una cosa
Speaker 4: se sei a Fort Greene è un'altra se sei a
Speaker 4: Greenpoint è un'altra ancora e le persone si rendono conto
Speaker 4: delle differenze anche che esistono perché mi fermo chiaramente per
Speaker 4: raccontare un po' come cambiano anche i quartieri
Speaker 3: certo benissimo va bene quindi hai citato Hai spoilerato uno
Speaker 3: dei miei giri di corsa che io da Greenpoint arrivo
Speaker 3: fino a Red Hook correndo.
Speaker 4: Bellissimo.
Speaker 3: Perfetto. Quindi sei esattamente sulla stessa ciclabile che immagino fai tu. Ok.
Speaker 3: Adesso invece volevo chiederti delle cose. Allora, e non me
Speaker 3: ne voglia chi ci ascolta. Chi va a New York
Speaker 3: la prima volta è spesso portatore di un po' di
Speaker 3: preconcetti sulla città, su quello da fare, da visitare il GIOC.
Speaker 3: Sono anni che cerco di sfatarli e anche da quello
Speaker 3: che ho visto, che ho letto. Però io volevo proporti
Speaker 3: qualche punto di vista molto basilare di chi arriva a
Speaker 3: New York e magari assieme cerchiamo di convincerlo che non
Speaker 3: è così, se non ti dispiace. Sì, vai. Nel bene
Speaker 3: per far conoscere meglio questa città. Il primo luogo comune
Speaker 3: molto sbagliato è che voglio assolutamente stare a Times Square. Ok.
Speaker 3: Premesso che per chi fa la maratona ha una sua
Speaker 3: praticità e convenienza, però stiamo parlando da un punto di
Speaker 3: vista più turistico che logistico. Cioè voglio vedere, mi piace
Speaker 3: ruotare intorno a questo punto della città.
Speaker 4: Appunto, come hai detto tu, se fosse stato un punto
Speaker 4: di vista logistico avrei potuto vedere un senso. Se è
Speaker 4: dal punto di vista turistico, ecco, probabilmente Times Square è
Speaker 4: il punto dove si ritrova la New York di molti film, diciamo, no?
Speaker 4: Quella dell'immaginario collettivo. Io penso che nel caos si capisca
Speaker 4: molto poco di New York. Io dico sempre, cito sempre
Speaker 4: un aneddoto, io ho vissuto qua l'anno del Covid, che
Speaker 4: per quanto duro è stato uno degli anni che mi
Speaker 4: ha permesso di conoscere meglio la città, perché comunque ero
Speaker 4: io in giro nel silenzio e ho sentito le strade,
Speaker 4: il ritmo vero della... che magari era assopito che però
Speaker 4: è quello della città quindi ecco io no Times Square
Speaker 4: chiaramente sì magari è da vedere perché poi alla fine
Speaker 4: noi magari qua ci viviamo e la diamo per scontata
Speaker 4: però potendo stare da
Speaker 2: un po' da cliché diciamo è un po' il punto
Speaker 2: da foto per Instagram per poter dire sono stato davvero
Speaker 2: a New York
Speaker 3: perché però esiste però voglio dire che esiste già quella
Speaker 3: foto su Insta quella foto di Times
Speaker 2: Square esiste già sicuramente sicuramente
Speaker 3: mi sento di dire
Speaker 4: esistono tantissime foto su Instagram però purtroppo cioè senza volere
Speaker 4: assolutamente dare giudizio però le persone poi alla fine amano
Speaker 4: continuare a fare
Speaker 3: certo secondo punto di vista in parte legato al punto
Speaker 3: di partenza di Times Square è che a New York
Speaker 3: si mangia male
Speaker 4: guarda io posso dirti una cosa poi ormai ho in
Speaker 4: questi sette anni new yorkesi ho girato tantissimo gli Stati
Speaker 4: Uniti e l'ho confrontato gli Stati Uniti con il ricordo
Speaker 4: che avevo da bambina sono venuta qua a 14 anni Io
Speaker 4: sto mangiando praticamente quasi bene ovunque, nel senso che è
Speaker 4: cambiata tantissimo secondo me la cucina anche qua, chiaramente la
Speaker 4: globalizzazione arriva anche qua, non è soltanto l'idea degli Stati
Speaker 4: Uniti che si trasmette al resto del mondo, ma è
Speaker 4: un viceversa. e dipende dipende secondo me ce n'è non
Speaker 4: dico ecco forse per ogni budget sarei un po' diciamo
Speaker 4: idealista però ce n'è per ogni cucina quasi per ogni
Speaker 4: tasca se si vuole dipende dipende quello che si cerca
Speaker 4: però non trovo che si mangi male
Speaker 3: perfetto terzo punto è non voglio entrare in metropolitana preferisco
Speaker 3: assolutamente non prendere la metropolitana Perché è pericolosa o
Speaker 4: mi ci perdo? Ok, su questo sono preparatissima perché io
Speaker 4: ho due bambini e uno di 13 anni che va in
Speaker 4: giro da solo con il bus, con la metropolitana. Si perde,
Speaker 4: voglio dire, è capitato e ci è arrivato da solo.
Speaker 4: Quindi se ci arriva un bambino, perché chiaramente a New
Speaker 4: York bisogna fare un po' attenzione ai pazzi, diciamo, no?
Speaker 4: che quelli sono un po' ovunque, ma non è che
Speaker 4: sono soltanto in metropolitana, bisogna essere city wise, quindi quello
Speaker 4: che io dico sempre per esempio anche a mio papà,
Speaker 4: che invece di anni ne ha 86 quando mi viene a trovare,
Speaker 4: di non guardare, perché lui è curioso, allora magari guarda
Speaker 4: le persone negli occhi, dico ecco magari evita l'eye contact,
Speaker 4: quello il contatto visivo magari è meglio lasciar perdere, però
Speaker 4: assolutamente quello che ti può capitare per strada ti può
Speaker 4: capitare in metropolitana e io comunque New York la trovo
Speaker 4: una città dal mio punto di vista sicurissima è vero
Speaker 4: che vengo dal Brasile quindi per me New York è
Speaker 4: sempre stata un po' la Svizzera in confronto quindi dipende
Speaker 4: dal punto di partenza però non la trovo assolutamente una
Speaker 4: città pericolosa chiaro che bisogna sempre essere abbastanza attenti perché
Speaker 4: è una metropoli quindi ha le complessità di qualsiasi metropoli
Speaker 2: Senti Liliana, io vorrei tornare un attimo all'argomento del podcast,
Speaker 2: ma per vie traverse, perché so che New York ti
Speaker 2: ha colpita anche grazie a un libro che almeno nel
Speaker 2: titolo ha a che fare non con la maratona, ma
Speaker 2: con la corsa, che è un libro di Chiara Marchelli,
Speaker 2: se non ricordo male, l'autrice si chiama proprio New York,
Speaker 2: una città di corsa, ha perdifiato me da grande mela.
Speaker 2: Cosa ti ha spinto a citare anche questo libro tra
Speaker 2: le cose che ti hanno portato da male così tanto
Speaker 2: questa città
Speaker 4: Innanzitutto mi sento onorata perché avete letto qualcosa che ho scritto,
Speaker 4: quindi già you made my day,
Speaker 3: come
Speaker 4: si dice qua. Allora,
Speaker 3: noi non ci prepariamo le puntate, le domande, però ci
Speaker 3: prepariamo sull'argomento.
Speaker 4: No, vabbè, allora...
Speaker 3: Per la penultima volta, l'abbiamo già detto.
Speaker 4: Per la penultima... No, beh innanzitutto io amo tutte le
Speaker 4: guide trasversali e mi spiego meglio, nel senso non le
Speaker 4: guide dove i dieci posti che i cinque punti, perché
Speaker 4: poi alla fine è veramente soggettivo e tra l'altro New
Speaker 4: York è una città talmente veloce che quei dieci posti
Speaker 4: magari tra due anni non ci sono neanche più, quindi
Speaker 4: io voglio delle guide, i libri che comprono sono libri
Speaker 4: che secondo me restano e io ho visto questo libro
Speaker 4: appunto New York è una città di corsa, mi è
Speaker 4: piaciuto molto il punto di vista. perché comunque era un'esperienza personale,
Speaker 4: dell'autrice che tra l'altro adesso, l'ho letto qualche anno fa
Speaker 4: però se non sbaglio corre molto a Brooklyn, quindi io
Speaker 4: appena arrivata ho esplorato Manhattan e poi come naturale mi
Speaker 4: sono spostata poi verso Brooklyn e Queens adesso. E mi
Speaker 4: è piaciuto molto appunto il fatto che l'autrice riuscisse a
Speaker 4: trovare dei posti, diciamo delle vie anche di fuga, dalla
Speaker 4: città attraverso la corsa come magari appunto li trovate voi
Speaker 4: quando correte in città o magari correndo da Greenpoint a
Speaker 4: Redouk vicino al fiume io amo le grandi città ma
Speaker 4: mi è sempre piaciuto avere la via di fuga anche
Speaker 4: dalle grandi città non starei mai fuori da una grande
Speaker 4: città ma devo riuscire a sopravviverci e quindi mi è
Speaker 4: piaciuto molto appunto se non sbaglio l'autrice correva a Park
Speaker 4: Slope quindi mi sono segnata un sacco di posti di
Speaker 4: cui lei ha parlato e è un libro molto bello
Speaker 4: grazie è un
Speaker 2: ottimo suggerimento io non la conoscevo questa autrice non conoscevo
Speaker 2: questo libro l'ho subito messo in vista e ho fatto
Speaker 2: l'acquisto sul carredino Amazon e l'ho preso. Vediamo un po'
Speaker 2: se davvero vale la pena, perché anche io sono sempre
Speaker 2: molto curioso sulle cose che riguardano New York, la corsa,
Speaker 2: e quindi ci si prova. Ti vorrei chiedere un'altra cosa, Viviane.
Speaker 2: La settimana della maratona, per te, che cosa significa avere
Speaker 2: tutta questa partecipazione? Cioè, comporta qualcosa di diverso per il
Speaker 2: tuo lavoro? Hai la possibilità di fare qualcosa di differente?
Speaker 2: Non hai la possibilità di fare le solite cose? Insomma,
Speaker 2: tu come vivi questi giorni in cui New York
Speaker 4: è ancora più carica di persone? Ma guarda, a me
Speaker 4: è capitato principalmente di portare in giro maratonetti post- corsa, quindi
Speaker 4: probabilmente quando arrivano, non so voi, però probabilmente il focus
Speaker 4: è forte sulla corsa e quindi mi è capitato di
Speaker 4: portare in giro persone che avevano le gambe di legno
Speaker 4: davvero il giorno dopo. però è stato bellissimo anche perché
Speaker 4: poi andavano in giro con queste medaglie e comunque ogni
Speaker 4: due per tre venivamo fermati quindi c'era l'orgoglio anche da
Speaker 4: parte mia anche se io non avevo corso quindi però
Speaker 4: io ero la guida quel giorno quindi per osmosi esatto
Speaker 4: sembrava che avessi corso anch'io quindi in realtà mi è
Speaker 4: capitato molto il post corsa più che il pre corsa
Speaker 4: sarà stata forse una coincidenza Chiaro che appunto muoversi anche
Speaker 4: soprattutto durante il giorno della corsa ecco forse non credo
Speaker 4: che farei un tour ma anche perché ormai a me
Speaker 4: piace vederla la maratona quindi probabilmente ecco quel giorno prenderei ferie.
Speaker 2: Vi sentite anche persone che vanno
Speaker 4: a fare il tifo? Vado a fare il tifo e
Speaker 4: veramente mi sono... Io ho un fratello che vive a
Speaker 4: Tokyo quindi vive in Asia ed è venuto...
Speaker 3: Comodo sentirsi al telefono.
Speaker 4: E lui, come voi, è un super maratoneta, fa Ironman,
Speaker 4: un sacco di cose, ed è venuto a correre la
Speaker 4: maratona di New York, credo, per la prima volta l'anno scorso.
Speaker 4: Avrebbe
Speaker 2: assolutamente il podcast
Speaker 4: per i consigli
Speaker 3: che noi abbiamo dato. Secondo me no, ma tanto ci
Speaker 3: aveva Viviana, ma non vale. Noi siamo un surrogato di
Speaker 3: quello che può raccontare lei
Speaker 4: Però mi ha detto che è stata, per lui, a
Speaker 4: livello di energia, la più bella maratona che abbia mai corso.
Speaker 3: è la prima volta che
Speaker 2: lo
Speaker 3: sento tutti che si lamentano e va senti io leggiamo
Speaker 3: sempre sul tuo sito che tu produci cioè su richiesta
Speaker 3: fai anche dei tour personalizzati quindi diciamo lo dico perché
Speaker 3: per quanto è assurdo New York è una città enorme
Speaker 3: però come dicevi tu prima è anche molto bella viverla
Speaker 3: in il zone meno trafficate, con poche persone, eccetera. Secondo
Speaker 3: te qual è, per chi ti ascolta, arriva in città
Speaker 3: con la famiglia, qualche amico, eccetera, qual è il gruppo
Speaker 3: giusto per far vivere un tour con te e contemporaneamente
Speaker 3: non diventare il gruppo vacanze del lavoro, del dopo lavoro
Speaker 4: Beh, innanzitutto parto dalle dimensioni. Io personalmente non amo scendere
Speaker 4: dai pullman con 40 persone Ma spesso anche perché è una
Speaker 4: forma mia di rispetto, nel senso che dipende anche dal
Speaker 4: quartiere dove mi trovo. A me è capitato, adesso per
Speaker 4: esempio ultimamente vado a Istarlem e si vede che Istarlem
Speaker 4: è frizzante, purtroppo, non so, dipende poi dai punti di vista,
Speaker 4: diciamo c'è un fenomeno di gentrificazione che sta avvenendo anche lì,
Speaker 4: però già andarci quattro anni fa era un po' diverso
Speaker 4: per esempio. Quindi ci sono dei momenti in cui io
Speaker 4: mi devo sentire ospite e non devo invadere il posto
Speaker 4: dove mi trovo
Speaker 4: E mi capita spesso, appunto ho citato i Starland, ma
Speaker 4: mi capita anche a West Harlem. Quindi salendo sempre più su,
Speaker 4: magari ci sono dei momenti in cui non amo andare
Speaker 4: in giro con gruppi troppo grossi. E poi per me
Speaker 4: deve essere un dialogo. Quindi, anzi, per me le persone
Speaker 4: devono fare domande, devono chiedere, cioè... nei momenti in cui
Speaker 4: divento monologo mi annoio anch'io di sentire la mia voce
Speaker 4: quindi suggerisco appunto gruppi piccoli e poi vabbè rispetto anche
Speaker 4: per esempio faccio un tour della Williamsburg ortodossa quindi ovviamente
Speaker 4: capita tantissimo di vedere ebrei ortodossi che passano per strada
Speaker 4: e io scrivo che non bisogna fare foto perché è
Speaker 4: una cosa che trovo completamente irrispettosa quindi forse ecco riuscire
Speaker 4: a capire che si ospiti a casa di qualcun altro
Speaker 4: e godersi la città poi perché comunque New York è
Speaker 4: anche molto accogliente quindi anche ad Harlem mi è capitato
Speaker 4: tantissimo di avere anche persone che entravano a parlare insieme
Speaker 4: a me di quello che stavo presentando e secondo me
Speaker 4: è un'interazione bellissima quando riesce ad avvenire con la città
Speaker 4: non avviene spesso ma può succedere
Speaker 3: allora prima di chiudere l'episodio che abbiamo promesso che saremmo
Speaker 3: stati nei tempi diciamo raccontare New York ti dà anche
Speaker 3: un punto di vista molto privilegiato cioè quella di vedere
Speaker 3: la città che cambia prima tu l'hai accennato parlando dei
Speaker 3: libri io è una delle cose un po' per ragionare
Speaker 3: nel mio libro un po' per vivere diversi mesi là
Speaker 3: è la cosa che mi piace di più e io
Speaker 3: poi ho questa vita un po' strana in cui per
Speaker 3: due tre quattro mesi non ci sono in città poi
Speaker 3: torno e quindi trovo sempre qualcosa cambiato che fa da
Speaker 3: contraltare invece quando torno a Bologna che è esattamente tutto
Speaker 3: come l'avevo lasciato anzi peggio di come me lo ricordavo.
Speaker 3: Dal tuo punto di vista anche professionale quanto incide questo
Speaker 3: sulla scelta dei tour, sui giri che fai, il fatto
Speaker 3: che questa città, certo hai citato Red Hook che per
Speaker 3: fortuna o per miracolo rimane da molti anni è rimasta
Speaker 3: pressoché invariata e questo è probabilmente la mia lettura perché
Speaker 3: la metropolitana è lontana.
Speaker 4: Vero
Speaker 3: Però hai citato i Starland dove stanno per allargare la
Speaker 3: linea Q sulla Second Avenue e quindi La gentrificazione qui
Speaker 3: a Cennavi è destinata a esplodere perché appena arriva il
Speaker 3: subway è finita i Starland. Quanto ti obbliga a rivedere
Speaker 3: i piani di quello che fai? Questo fatto che questa
Speaker 3: città cambia mensilmente quasi, diciamo.
Speaker 4: Tantissimo ed è un lavoro grandissimo. Poi non so, una
Speaker 4: cosa che volevo aggiungere e mi collego. Io faccio tanti
Speaker 4: tour diversi, non so se si è visto anche dal sito.
Speaker 4: Un po' perché... Secondo me connettere le varie parti della
Speaker 4: città aiuta, se io sono a Starland ma faccio anche
Speaker 4: un tour di Fort Greene riesco a fare un collegamento trasversale,
Speaker 4: questo è anche abbastanza importante da dire perché se invece
Speaker 4: rimani sempre nello stesso... nello stesso quadretto sempre nello stesso
Speaker 4: punto è ancora più difficile riuscire ad affrontare una città
Speaker 4: dinamica come New York e continua a cambiare ti faccio
Speaker 4: un esempio pratico io faccio il tour di Bushwick perché
Speaker 4: io adoro l'arte di strada da sempre fate conto che
Speaker 4: ho fatto un tour a distanza di una settimana ho
Speaker 4: fatto due tour e dentro di me mi sono detta
Speaker 4: vabbè io spesso torno a ripassare quello che devo dire
Speaker 4: perché mi capita di trovare un negozio chiuso uno stop
Speaker 4: che non c'è più però ho detto a distanza di
Speaker 4: una settimana erano cinque giorni sarà tutto uguale e in
Speaker 4: realtà ho proprio
Speaker 2: sbagliato
Speaker 4: perché era tutto era il 40% dei muri erano diversi
Speaker 4: e che è tanto quindi comunque sono riuscita comunque a
Speaker 4: fare il tour però a me è dispiaciuto perché comunque
Speaker 4: tanti artisti che c'erano nuovi io non avevo non sapevo
Speaker 3: che
Speaker 4: fossero quindi sì
Speaker 3: Bushwick, lo diciamo, è il quartiere di Brooklyn, un po'
Speaker 3: a est di Williamsburg, ed è un quartiere che, a
Speaker 3: proposito di gentrificazione, è la zona di Brooklyn che sta
Speaker 3: subendo in questo momento un'accelerata, nel senso che si è
Speaker 3: partiti dalle zone classiche, Dumbo, eccetera, poi ci si è
Speaker 3: concentrati in Williamsburg, poi sono arrivati a rovinarmi un po' Greenpoint,
Speaker 3: e adesso si stanno spostando verso Bushwick. Bushwick è un
Speaker 3: quartiere stupendo, e io consiglio a chi ci ascolta di
Speaker 3: andare a fare un tour con Viviana, ovviamente. ma è
Speaker 3: un quartiere molto interessante perché sta molto cambiando in realtà
Speaker 3: un tempo era solo warehouse solo magazzini quindi c'era paradossalmente
Speaker 3: poco da vedere e invece c'è tantissimo perché un po'
Speaker 3: il recupero di spazi ex industriali a fini abitativi un
Speaker 3: po' dei locali bellissimi anche una zona molto viva di
Speaker 3: notte è un quartiere che io consiglio sempre di visitare
Speaker 3: soprattutto con i tour, non lo dico perché c'è Viviana qua,
Speaker 3: ma perché è molto sparso quello che c'è a Bushu,
Speaker 3: e come diceva Viviana, cambia anche, quindi è sparso, cambia,
Speaker 3: quindi è molto più semplice, specie se siete sotto maratona,
Speaker 3: andare lì con qualcuno che vi porta... e vi fa
Speaker 3: vedere poi gli aspetti essenziali esatto
Speaker 4: scusa Lorenzo mi interrompo è anche un tour breve perché
Speaker 4: comunque quando uno ha fatto la maratona proprio farsi 10 chilometri
Speaker 4: poi a piedi magari il giorno dopo è più impegnativo
Speaker 3: sai tu dici quando ho fatto in realtà a volte
Speaker 3: mi chiedono anche prima perché magari c'è qualcuno che è
Speaker 3: venuto col fidanzato la fidanzata la zia lo zio quello
Speaker 3: che è che sono arrivati a New York il giovedì
Speaker 3: e non vogliono stare tre giorni in attesa della maratona
Speaker 3: che quindi per quanto uno voglia o debba camminare poco
Speaker 3: in realtà spesso eh l'interesse anche nei giorni prima a
Speaker 3: volte chi chi fa la gara spesso ritorna il lunedì
Speaker 3: torna in Italia e magari si perde quella perché prima
Speaker 3: deve arrivare anche per tranquillità dopo magari taglia sul dopo
Speaker 3: il mio consiglio è sempre una volta che sei andati
Speaker 3: a New York stare un paio di giorni più se
Speaker 3: uno se lo può permettere chiaramente senza fare discorsi diciamo
Speaker 3: aleatori però contemporaneamente eh dedicarsi e Bushwick è un ottimo
Speaker 3: ottimo come dicevi tu modo per camminare sgherchirsi le gambe
Speaker 3: e non camminare
Speaker 4: troppo
Speaker 3: non è non lo so so è il village che
Speaker 3: vuol dire camminare allora noi per questo episodio ti abbiamo
Speaker 3: rubato il titolo e mi faceva piacere restituirti il furto
Speaker 3: nel senso che il titolo di questo episodio è dimmi
Speaker 3: di New York perché dimmi di New York è un
Speaker 3: tuo progetto speciale un tuo progetto parallelo che parla di
Speaker 3: New York e di donne ce lo racconti tu?
Speaker 4: Allora, Dimmi di New York è un progetto che è
Speaker 4: nato dalla lettura di questo libro, se non sbaglio, di
Speaker 4: Michael Kimmelman, che è uno scrittore del New York Times,
Speaker 4: che aveva deciso di visitare New York, alcuni quartieri specifici,
Speaker 4: attraverso dei suoi amici, contatti diversi, giornalisti, scrittori, architetti, per
Speaker 4: farsi raccontare un quartiere che lui già conosceva con occhi diversi.
Speaker 4: e ho cominciato a pensare mi sono detta io faccio
Speaker 4: la guida turistica però non so a volte quando vado
Speaker 4: per esempio se vengo a Greenpoint e ci vivi tu
Speaker 4: Lorenzo tu chiaramente la conoscerai in modo diverso da me
Speaker 4: come magari io conosco il village in modo diverso da
Speaker 4: te E quindi ho cominciato a pensare che fosse interessante
Speaker 4: scoprire le varie New York delle persone che ci abitano.
Speaker 4: Ho deciso, ho stabilito un criterio, le persone dovevano abitare
Speaker 4: qua a New York da più di due anni, perché
Speaker 4: comunque secondo me prima sei ancora nella soglia del turismo,
Speaker 4: quindi non la riesci a capire poi davvero come chi
Speaker 4: ci vive. E poi vabbè, volevo che fossero donne per
Speaker 4: una mia... a me piace chiacchierare con... mi sembrava un'ottima
Speaker 3: scelta esatto
Speaker 4: quindi ho fatto questo taglio e sono arrivata a una
Speaker 4: cinquantina di interviste ed era partito in realtà appunto con
Speaker 4: lo scopo di non lo so magari scrivere poi farci
Speaker 4: un libro farci una mostra ah
Speaker 3: è vero scusami perché tu oltre a fare tutte queste
Speaker 3: cose Disegni anche benissimo. Sì, mi piace, è la mia terapia.
Speaker 4: Oltre a fare foto, benissimo,
Speaker 3: fai bellissime foto. Se potessi
Speaker 4: decidere come andare avanti, io farei sempre più disegni e
Speaker 4: sempre tour, però mi sposterei più da quel lato. E niente,
Speaker 4: quindi per me è stata un'esperienza bellissima ed è tuttora
Speaker 4: un'esperienza bellissima perché ho deciso di fare una quindicina di
Speaker 4: domande alle intervistate che partono da cos'è New York per te,
Speaker 4: come ti senti qui, cosa ti manca dell'Italia, se ti
Speaker 4: manca l'Italia, i posti preferiti. E si è creata una
Speaker 4: connessione forte con le persone, io a volte mi sono
Speaker 4: trovata con, veramente con gli occhi lucidi, poi mi commuovo facilmente,
Speaker 4: però veramente ad avere delle persone che condividevano dei dettagli personali, no?
Speaker 4: E secondo me è stato molto bello, io come dicevo
Speaker 4: sono milanese, si sente ancora dal mio accento che non
Speaker 4: andrà più
Speaker 2: via,
Speaker 4: però ho vissuto, ho fatto questi otto anni in Brasile,
Speaker 4: vivere in un altro posto ti cambia, no? E io
Speaker 4: in Brasile ho imparato l'arte della condivisione, della condivisione della,
Speaker 4: se si vuole, dell'amicizia, della, non lo so, di dare
Speaker 4: tempo anche ai rapporti, no? Con le persone. secondo me
Speaker 4: quando ci si siede per mezz'ora come state facendo voi
Speaker 4: con me che alla fine a me non mi ascolta
Speaker 4: mai nessuno no scherzo però sì sì
Speaker 2: stavolta qualcuno qualcuno ti sta ascoltando
Speaker 4: Se
Speaker 3: no più che altro mi immagino di te che giri
Speaker 3: da sola a parlare con
Speaker 4: persone presenti al tour immaginari. No, no, no. Però dico, diciamo,
Speaker 4: sulla mia esperienza di vita personale, secondo me è bellissimo
Speaker 4: dare alle persone la possibilità di raccontare di loro. E
Speaker 4: veramente si sono creati dei legami, secondo me. E generalmente
Speaker 4: anche la persona che arrivava un po' sul chivalano, chissà
Speaker 4: cosa ha da dire... Non ho niente di interessante da condividere,
Speaker 4: in realtà a volte sono delle citazioni, due parole messe
Speaker 4: lì che comunque mi hanno fatto tantissimo pensare. Quindi per chiudere,
Speaker 4: ho sicuramente arricchito la mia esperienza personale della città di
Speaker 4: New York, la mia conoscenza, perché tante persone mi hanno
Speaker 4: veramente citato delle perle che io probabilmente da sola non
Speaker 4: avrei mai scoperto. Però anche altro, nel senso comunque probabilmente
Speaker 4: ho condiviso quello che vuol dire vivere in questa città
Speaker 4: con altre persone.
Speaker 3: Bellissimo, bellissimo. Poi tra l'altro va detto che, almeno nella
Speaker 3: mia esperienza a New York, ciascuna persona tiene al proprio quartiere,
Speaker 3: cioè un po' per praticità, perché diciamo ci vediamo a cena,
Speaker 3: vabbè vieni tu da me, un po' perché comunque ti
Speaker 3: sei evitato 45 minuti di subway, però In realtà è perché
Speaker 3: ognuno poi nel proprio quartiere scopre i suoi posti, le
Speaker 3: sue abitudini e ha piacere di condividerle. E io credo
Speaker 3: che solo a New York così tanto ci sia questo
Speaker 3: aspetto di... Quindi io quando vado a cena ad Amici
Speaker 3: ad Harlem mi portano in posti di Harlem e così
Speaker 3: ricambio a Greenpoint. Quindi capisco benissimo. L'unica cosa che non
Speaker 3: è detto è che tutte le donne che hai intervistato
Speaker 3: sono italiane. Sono tutte italiane, esatto. E questo è un
Speaker 3: aspetto interessante perché comunque c'è un po' un punto di
Speaker 3: vista comune di partenza perché altrimenti giustamente i punti di
Speaker 3: vista sarebbero Ho scelto di
Speaker 4: intervistare tutte italiane, ma se guardi anche, siccome è una
Speaker 4: cosa affascinante al di là della connessione che si può
Speaker 4: creare oggi, se studi un po' la storia dell'immigrazione a
Speaker 4: New York e capisci in che ondate di immigrazione sono
Speaker 4: arrivate le persone da vari paesi del mondo qua a
Speaker 4: New York, Ci sono delle caratteristiche che contraddistinguono un'ondata di
Speaker 4: immigrazione rispetto all'altra. Io ci faccio solo una citazione breve
Speaker 4: di uno dei libri più belli che abbia letto su
Speaker 4: New York, che rimane intramontabile, che è I segreti di
Speaker 4: New York di Corrado Augias. e c'è un punto in
Speaker 4: cui lui scrive che gli unici, le uniche persone che
Speaker 4: arrivavano a New York pensando poi un giorno di tornare
Speaker 4: a casa eravamo noi italiani, perché tutti gli altri alla
Speaker 4: fine spesso arrivavano o da condizioni ancora più disperate delle
Speaker 4: nostre o comunque con una mentalità diversa per rimanerci, quindi
Speaker 4: secondo me anche questo è interessante, no
Speaker 3: Certo, assolutamente interessante, tra l'altro è ancora vero, io conosco
Speaker 3: ancora italiani che vengono lì e poi pianificano un po', sognano,
Speaker 3: alcuni sognano di tornare, altri non se lo sognano neanche.
Speaker 3: Senti ti chiedo l'ultima cosa, negli ultimi mesi a causa
Speaker 3: della situazione diciamo sociale, economica e politica e non entriamo
Speaker 3: nel merito, io sento un po' di resistenza nelle persone
Speaker 3: a venire a New York, un po' di paura di
Speaker 3: problemi in città, problemi a entrare, tu registri anche questa
Speaker 3: cosa e gliela vogliamo dire una parola per tranquillizzarle queste
Speaker 3: persone che si stanno preparando. perché chi ci ascolta si
Speaker 3: sta preparando la maratona del 26, e quindi magari tra i
Speaker 3: vari dubbi e domande e problemi che si sta ponendo è,
Speaker 3: ma sarà tranquillo andare lì? Oltre a un netto, sì,
Speaker 3: diamogli qualche parola di conforto.
Speaker 4: No, sì, l'ho registrato tantissimo anch'io, guarda, da marzo in avanti,
Speaker 4: che di solito è la mia stagione clou, mi è
Speaker 4: capitato di entrare in contatto con tanti turisti pieni di
Speaker 4: dubbi quello che posso dire è che tutti quelli che
Speaker 4: sono venuti sono stati felicissimi di averlo fatto e che
Speaker 4: diciamo qua si respira un'aria comunque nonostante tutto tranquilla quindi
Speaker 4: non ho visto un cambiamento da quel punto di vista
Speaker 4: se no anch'io non avrei mai consigliato a familiari o
Speaker 4: amici di venire in vacanza
Speaker 2: quello che si percepisce è un po' il
Speaker 4: gigantito da qui si sente meno quello almeno quella parte
Speaker 4: di ecco, l'insicurezza in città non si sente
Speaker 3: Sì, ed è un problema, nel senso che in questo
Speaker 3: momento lo vedi che c'è tutti i dati parlano di
Speaker 3: una flessione del turismo, tra l'altro ingiustificata, e non lo
Speaker 3: dico da uno, diciamo, in qualche modo che approva molte
Speaker 3: delle cose che stanno succedendo, però comunque in questo momento
Speaker 3: New York è rimanuta estremamente aperta con tutto e con tutti,
Speaker 3: da tutti i punti di vista, anzi in questo momento
Speaker 3: è anche un po' un simbolo di resistenza, tra virgolette,
Speaker 3: con tantissime virgolette per evitare polemiche. Verissimo, tante cose che
Speaker 4: stanno accadendo sono anche molto belle qua in città. Sì,
Speaker 4: ci
Speaker 3: sono stati anche segni positivi in tutto questo casino. Va bene,
Speaker 3: allora siamo arrivati a circa 40 minuti, la cosa più importante
Speaker 3: che dobbiamo dire è come ti trova chi ti cerca?
Speaker 4: Allora mi trovo attraverso il mio sito, quindi ho questo
Speaker 4: sito che è www. vai- la. com dove
Speaker 3: ci
Speaker 4: sono tutti i miei tour, posso rispondere via mail, c'è
Speaker 4: un whatsapp per dubbi di qualsiasi tipo. e poi vabbè
Speaker 4: ho il mio account Instagram non sono una grande influencer
Speaker 4: però lo tengo aperto faccio bellissime foto esatto e niente
Speaker 4: lì sono Vivi Venneri quindi il mio nome abbreviato come
Speaker 4: mi chiamano tutti solo mia mamma mi chiama Viviana quando
Speaker 4: è arrabbiata e il cognome che è appunto Venneri Attaccato
Speaker 3: va bene allora Viviana grazie mille ci vediamo poi presto
Speaker 3: dal vivo grazie di averci raccontato la tua New York
Speaker 2: grazie per la condiviso questo aspetto cittadino che ancora non
Speaker 2: avevamo vissuto perché comunque hai viaggiato un po' per mezzo
Speaker 2: mondo arrivare a New York dopo tante esperienze significa anche
Speaker 2: vederla in un modo un po' diverso rispetto a tanti
Speaker 2: altri che come più obiettivo a New York vanno lì,
Speaker 2: si innamorano giustamente della città e restano lì
Speaker 3: sì, esatto Va bene, grazie che ci ha ascoltato in
Speaker 3: questa penultima puntata. Penultima
Speaker 2: puntata. Penultimissima puntata.
Speaker 3: Nonostante sia la penultissima puntata, che cosa chiediamo di fare
Speaker 3: a chi ci ascolta?
Speaker 2: Chiediamo ovviamente come sempre di continuare a mettere le stelline
Speaker 2: e a incoraggiarci sulle piattaforme in cui viene ascoltato il podcast,
Speaker 2: qualsiasi sia la piattaforma. Come sempre l'augurio è quello possiate
Speaker 2: tutti correre felici
Speaker 3: e ci sentiamo presto per l'ultima puntata che è un
Speaker 3: po' speciale
Speaker 2: ci
Speaker 3: stiamo lavorando non sappiamo quando sarà distribuita sappiamo come la
Speaker 3: vogliamo fare ma ci sentiamo presto ancora grazie Viviana
Speaker 4: grazie a voi
Speaker 2: grazie a tutti
Speaker 4: ciao Ciao!
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