Field Dispatch
La Storia di Marco Mannucci (Pacer alla TCS NYC Marathon)
Field Notes
Con questo episodio riprendiamo il filo della terza stagione, quella delle storie dei runner: perché dietro ogni gara ci sono persone, scelte, svolte e tanti chilometri messi insieme nel tempo.
Ospite di puntata è Marco Mannucci, “The Pacer (https://www.instagram.com/marcomannucci77/) , pacer ufficiale per NYRR alla TCS NYC Marathon: uno di quelli che non corre “solo” per sé, ma aiuta altri runner a trovare ritmo, fiducia e continuità lungo il percorso (di NY e di tantissime altre maratone in giro per il mondo).
Parliamo della sua storia personale, di running e corsa, di cosa significa fare il pacer in un evento enorme e complesso come la Maratona di New York, e di quanto contino testa, esperienza e allenamento (anche mentale) quando hai la responsabilità di guidare un gruppo fino al traguardo di Central Park. Un episodio davvero imperdibile!
Dal Verrazzano a Central Park è il podcast di running che ti porta alla scoperta della Maratona di New York e del suo percorso. In ogni episodio trovi consigli, curiosità, info, storie di runner, trucchi e consigli per la corsa sulle strade di NYC. Nella prima stagione ogni puntata è dedicata a un miglio specifico del percorso di gara: lo raccontano passo dopo passo con i co-host Lorenzo Maria dell’Uva e Pietro Paschino, affiancati da runner, coach, campioni e appassionati che hanno corso, vinto o che sognano ancora di partecipare alla TCS NYC Marathon.
A proposito di Lorenzo & Pietro:
- Lorenzo Maria dell’Uva lavora nel digital. È startupper, giornalista, runner e fotografo. Ha pubblicato La corsa infinita (www.maratona.nyc), la guida completa alla Maratona di New York, I Run NY e Race Day un reportage fotografico dedicato alla TCS NYC Marathon. Ha corso, fino ad oggi, la Maratona di New York dodici volte. Su Instagram e Strava il suo nickname è @delluva.
- Pietro Paschino è un Medico Veterinario, ma anche Ricercatore ed Insegnante, e spesso scrive di corsa per RunLovers. Corre quasi tutti i giorni, ovunque si trovi nel mondo. Su Instagram, Facebook, Strava e Twitter il suo nickname è @pietropaschino. Che fantasia infinita, eh?
Speaker 2: Pietro, eccoci qua. Incredibilmente siamo al quarto episodio della quarta stagione, quindi siamo 4x4 16, no? Non funziona così forse il conto. Sì, ma cosa stiamo... Ora siamo una macchina che va fuori sala, 4x4. Esatto, 4x4. No, comunque incredibilmente siamo già, con 7000 mesi di ritardo, arrivato al quarto episodio e sono molto contento perché in realtà quest'anno, per questo episodio, rubiamo un po' una pagina dall'anno scorso, dalla stagione dell'anno scorso, in cui raccontavamo le storie dei runner e di quelli che hanno vissuto e vivono New York come una gara speciale, in qualche modo.
Speaker 2: Quindi sono contento di questa... Un po' di reazione rispetto al flusso che abbiamo seguito fino adesso, un po' di ritorno al passato.
Speaker 3: Sono contentissimo anch'io, intanto perché è sempre bello fare due chiacchiere con qualcuno e parlare della Maratona di New York, poi perché io fremo dalla voglia di iniziare questa puntata perché oggi c'è una persona davvero speciale che farà la puntata con noi. Vabbè
Speaker 2: allora iniziamo senza perdere tempo, no?
Speaker 3: Io direi che si inizia, esatto.
Speaker 2: Io sono Lorenzo Dell'Uva. Io sono Pietro Paschino. Questo è Dal Verrazzano Central Park, il podcast dedicato alla Maratona di New York.
Speaker 4: E questa è la quarta puntata della quarta stagione in cui ci sarà la storia di Marco Mannucci, The Pacer. Buonasera a tutti, buonasera. Ciao Marco, ciao Marco, benvenuto. Ciao Marco, benvenuto.
Speaker 2: grazie a voi dell'invito diciamo sempre che non si deve correre veloce diciamo sempre che si deve correre in New York Che caso migliore di uno che corre a un passo fisso e ti impedisce di fare esagerare, diciamo così. Allora, Marco, benvenuto, ci fa molto piacere averti qui. L'episodio si chiama La storia di Marco Mannucci, quindi partiamo dalle basi. Ci racconti un po' di te?
Speaker 6: Allora, intanto buonasera a tutti. Per
Speaker 7: chi non mi conosce, io sono Marco Mannucci, è circa dieci anni che faccio il pacer un po' in tutta Italia. e per fortuna in qualche parte del mondo, in questo caso specifico soprattutto a Cannuiole che dove ho avuto la fortuna di farlo per ben tre volte e quest'anno sarà la quarta. Cosa vi devo dire? Che è una cosa spettacolare fare il peso. Io come ho iniziato? Ho iniziato semplicemente perché come tutti i runner sbagliavo a partire troppo forte durante la gara e quando arrivavo ormai al ventesimo chilometro era già tardi, non la recuperi più, ormai la gara è buttata via.
Speaker 7: Poi, cos'era? Nel 2013 feci la maratona di Lucca e mi accorsi che c'era questa gente con i palloncini che tenevano un passo costante. Allora a questo punto mi sono detto, ma perché anch'io, oltre che a seguirli, visto che io ne faccio tante, potrei fare anche io, potrei anche dare io una mano agli altri? E cos'è successo? Ho fatto richiesta, ho mandato un'email, come faccio di solito e continuo a fare, alla organizzazione delle varie maratone, in quel caso lì era Luca nel 2014, e incredibilmente mi hanno accettato e da lì è iniziato tutto il mio escursus da peso per poi arrivare alle major mondiali.
Speaker 7: Da New York a Berlino e ho avuto l'anno scorso la fortuna anche di essere chiamato, di qualificarmi grazie a New York alla Maratona di Sidney.
Speaker 2: Accidenti, perfetto.
Speaker 7: Come pace.
Speaker 2: Come pace sempre. Tu di solito che pacing fai se c'hai una costanza oppure su che tempi vai?
Speaker 7: Allora io ai tempi quando feci la prima domanda avevo 3 ore, sulle 3 ore e 20, il mio personale 3 ore e 17, quindi chiese di fare le 3 ore e mezzo e il capitano mi disse guarda come prima volta è bene che tu stia sulle 4 ore, hai tanto margine, ti diverti, impari e soprattutto hai l'energia di dare una mano agli altri runner se hanno bisogno. ti avvantaggia andare a prendere l'acqua, li distrai parlando, comunque hai più energie che dover tirare una maratona da peso con 10 minuti di scarsi di margine, perché poi l'importante di un peso è sì, hai passi veloci, mantenere un bel passo, Ma ai passi lenti, quando ci stai quattro ore, all'inizio è bene anche un po' distrarre i runners, facendo un po' il pagliaccio intelligente, come lo chiamo io.
Speaker 7: Nel senso, non devi far buttare via l'energia ai runners, ma con qualche bischerata alla Toscana o con qualche discorso, li distrai fino a che, come si dice sempre, non si arriva al trettesimo chilometro quando inizia la maratona vera e propria. sempre e comunque con un passo costante io di solito comunque ormai sono rimasto nelle quattro ore quattro ore ho iniziato e quattro ore sono rimasto perché mi piace proprio l'idea del muro della gente che vuole abbassare il muro delle quattro ore metteci quel famoso tre in avanti certo e quanto sei preciso?
Speaker 7: allora e anche qui anche qui dipende dalle varie tipologie mentalità a me mi hanno insegnato che non importa essere precisi alla fine perché sono tutti buoni ad arrivare con il timing 4 ore 0000 ma essere precisi chilometro dopo chilometro questo cosa vuol dire? vuol dire innanzitutto conoscere se stessi e sapere anche il passo che andrà a fare I primi chilometri servono comunque a prendere un po' il passo, a abituarsi a quello, perché comunque io vado fra le 4 ore, 4 ore e un quarto, 4 ore e mezzo.
Speaker 7: Ho fatto anche il pace delle 6 ore e mezzo. Ti fermo
Speaker 2: un attimo, ti fermo un attimo. Diamo giusto un riferimento a
Speaker 7: chi ci ascolta. 4 ore, 4 ore e mezzo, a che tempo a chilometro è? 4 ore è 5.41, poi si va leggermente, tipo 5.38, più veloci, perché si perderà tempo essendo nella pancia del gruppo, agli stori, soprattutto primi. quando ci sarà il caos e quindi si aspetta un po' tutti i runners, fino, passando alle 6 ore e 03, fino alle 6 minuti e 03, fino ai 6 minuti e 24, che sono le 4 ore e mezzo. Ok, perfetto, perfetto. E questo è il tempo che tu
Speaker 2: fai dal primo all'ultimo chilometro? Più o meno.
Speaker 7: È il tempo che faccio dal primo all'ultimo chilometro gestendo... le varie difficoltà che si possono presentare durante il percorso perché sì è vero il passo è costante ma se ci sono maratone che comunque hanno un dislivello trovi un punto dove c'è una salita un dislivello leggermente importante soprattutto magari dopo la metà e lì si rallenta tanto dopo c'è sempre una discesa quindi si rallenta il passo tipo il Queensboro Bridge bravissimo ecco quello poi se ci si arriverà a parlarne è il caos più completo per un peso perché come sanno tutti, il GPS sotto i ponti impazzisce.
Speaker 3: E lì devi conoscere bene il tuo corpo.
Speaker 7: Lì devi rallentare, perché poi intanto appena oltre la metà inizia la discesa, e lì è importante comunque tenere il passo un pochino più lento, però è anche vero che sei al venticinquesimo, quindi la gente se mi scoppia il 25° perché vado un pochino più veloce vuol dire che proprio non aveva io non posso fare i miracoli io ti posso dare una mano ma le gambe sono tue come dico sempre certo tu
Speaker 3: hai detto una cosa una cosa che è importantissima non solo per l'attività di pacing ma in generale noi l'abbiamo ripetuto non so quante volte che la maratona di New York bisogna andare lì per codersela e per divertirsi e hai detto una cosa che quando fai il previster tu tendi a fare un po' il buffone, cioè a far divertire le persone, perché per quello che io conosco di te, perché noi ci conosciamo ormai da 6-7, forse un po' più anni insomma, tu sei sempre... Sei sempre stato uno ipersolare, una persona che vede la corsa proprio come un'attività di divertimento.
Speaker 3: La fatica c'è, però è una cosa secondaria. È tanta. E sei esattamente il prinser ideale su questo, perché hai il tuo accento che è fantastico, questo accento toscanaccio che fa ridere anche quando cerchi di parlare di cose serie. E poi io ho corso con te un paio di volte per, diciamo, per diletto, no? non in gara ed è divertentissimo stare accanto, riesci a trasmettere proprio la gioia che hai nella corsa a tutti. C'è qualcuno che in gara invece ti ha chiesto basta, non ne posso più, smetti di parlare?
Speaker 7: Di solito sono quelli che scoppiano, però sì, l'esperienza mi ha portato a gestire anche questa esuberanza che avevo all'inizio, che avendo le 3 ore e 20 facendo il pacer delle 4 ore avevo parecchio margine per me era come non correre l'esperienza altri pacer molto più bravi in gamba di me con molta più esperienza di me poi mi hanno comunque insegnato che non tutti siamo uguali non tutti hanno bisogno di sentirsi spronare ad alta voce quando sono stanchi molti magari hanno bisogno di concentrarsi sulla propria fatica proprio il loro divertimento è concentrarsi sulla propria fatica sentirsi urlare o fischiare con fischietti vicino dà fastidio quindi anche questo negli anni tanto non si finisce mai di imparare sono migliorato l'esuberanza va bene all'inizio quando tutti hanno le stesse energie certo dopo Dopo il trentesimo si inizia a fare i seri.
Speaker 3: Nella maratona di New York ti trovi, nelle major soprattutto, ma in tante altre maratone, quante persone trovi nel tuo gruppo di corsa normalmente? Sulle quattro ore quanti riesci a portare con te dal primo all'ultimo metro?
Speaker 7: Allora, in Italia è diverso, perché comunque non ci sono i numeri dei runners che ci sono a New York. Quindi si crea un bel distacco fra il gruppo e quelli davanti. Quindi te sei proprio un punto di riferimento e in tanti stanno accanto a te. A New York è ben diverso, perché è un fiume di gente, di 55.000 persone, che parte dall'inizio alla fine. Questo cosa ti comporta? Ti comporta che la gente poi si sparpaglia, ma non all'inizio, eh? ma diciamo all'incirca verso Queensborough Bridge venticinquesimo trentesimo chilometro che è la First Avenue che si sta andando verso il Bronx lì cominci a perdere le persone uno perché sono stanche due perché le strade sono larghe tre perché comunque ti ha voglia di urlare ma quando dietro c'hai 300 persone la cosa diventa un pochino complicata quindi piano piano li perdi e all'incirca a New York io parto con circa 300 persone che mi vengano dietro io francamente non lo so quante ne porta un fondo a New York però ti assicuro che tagliato il traguardo e rimanendo sul traguardo sono tanti quelli che ti vengono a ringraziare che sono arrivati prima, durante, dopo perché comunque partendo con le onde te non lo sai loro se sono partiti prima, dopo o nella stessa onda ma sono partiti dietro, davanti è un po' così l'importante è esserci e essere comunque un punto di riferimento per chi è partito con te e un punto di riferimento anche per chi non è partito con te ma sa che ci sei te che gli dai fiducia, che gli dai una mano che gli fai due chiacchiere e lo distrai dalla fatica ecco cosa vuol dire essere il pesere in una major Non è tanto come succede in Italia, è diverso.
Speaker 7: In Italia acquisisci la fiducia dei runners. All'inizio gli devi dimostrare ai runners non di essere più bravo, ma di essere uno di loro e che si possono fidare di te. E come lo fai? Con il sorriso e con la simpatia.
Speaker 2: Senti Marco, ti chiedo due cose. La prima ancora sull'essere pacer in generale. Quando incominci a correre da pacer, poi... Riesci a correre non più da pacer oppure ti sei trasformato per sempre e le gare per fatti tuoi fai più fatica a farle perché hai scoperto quest'altro punto di vista?
Speaker 6: Allora
Speaker 7: essere pacer per me è fantastico perché corri insieme a tante persone, ma all'inizio sei solo, perché ora sì, le conosco tutti, però all'inizio sei solo, non conosci nessuno. e arrivi in fondo e sei circondato di amici, perché chi condivide una passione e una fatica per arrivare all'obiettivo, crea gruppo questo per forza, e quindi quando arrivi in fondo e la gente ti abbraccia, ti ringrazia, ti cerca sui social, ti manda messaggi, è meglio di un personale per me, è veramente bello, e questa cosa mi è successa anche a New York, quindi ancora di più col mio inglese toscano, che è a livello scolastico proprio, È veramente una gioia, veramente una gioia immenso, veramente.
Speaker 7: La cosa che mi piace tanto è il fatto di ogni volta essere pacer e arrivare in fondo, avendo fatto un ottimo lavoro, mi dà sempre un'emozione, come se fosse la prima volta. Ecco, questo per me è importante, come tutte le passioni. Se smettano di emozionarti... Se smettono di emozionarti, non è più una passione, diventa un lavoro. Che poi non mi pagano, quindi tra virgolette pago tutto io.
Speaker 2: Senti, invece parliamo della prima volta, visto che New York è la prima volta che hai corso nel 2016, in 3 ore e 19, quindi immagino che non hai fatto il peso. Hai
Speaker 7: sbagliato parecchio, io te lo dico, hai sbagliato di parecchio. Sì?
Speaker 2: Ti chiedo scusa.
Speaker 2: Aspetta, controllo.
Speaker 2: Hai ragione, 5 ore e 28.
Speaker 2: 5
Speaker 2: ore e 28, scusa. Abbiamo detto i dati della virtuale del 2020, scusami. Sì, due ore di differenza. No, la prima volta l'hai fatta già da pacer o no?
Speaker 7: No, allora, c'è una regola. La regola del capo che c'è adesso, che io ho conosciuto, in pratica funziona così. Te devi correre la maratona per essere, per fare domanda, semplicemente per fare domanda, devi aver corso la maratona di New York almeno tre volte. Io l'avevo corsa due volte e avevo fatto anche una mezza. Ora questa cosa della mezza, diciamo a chiuso occhio, più che altro per la mia esperienza da pesa a livello mondiale. Certo. e devo dire che questa cosa mi è servita e ho avuto questo piccolo vantaggio di diventare poi pace la prima volta che ho fatto la maratona di New York nel 2016 è quella un'emozione ragazzi perché Io invidio chi correrà per la prima volta la Maratona di New York.
Speaker 7: È vero, emoziona sempre, ma esserci la prima volta è fantastico. Poi vi spiegherò come partecipare alla Maratona di New York, ci sono varie possibilità per farlo. Tutte costano, però ci sono varie possibilità. Mi sembra
Speaker 2: che ne abbiamo parlato qualche volta.
Speaker 7: Un
Speaker 5: interesse l'abbiamo. Sì, più o meno ce l'abbiamo.
Speaker 7: Io ho avuto la fortuna nel 2016 di partecipare alla lotteria. A quel tempo la lotteria non era come adesso, diciamo c'erano molti meno spazi, molti meno pettorali per chi vinceva. In Italia nel 2016 mi sembra aver capito che fu un buon quattro e uno di quei quattro ero io. È una gioia incredibile, proprio New York per un maratonetto è qualcosa di fantastico e quindi... invogliai i miei amici tra cui Marco Boschi che lo saluto tantissimo che mi ha seguito in tutte le mie avventure che non vogliai fare il viaggio insieme a me io mi organizzai il viaggio da solo essendo paese lui tramite le agenzie di viaggi che danno i pettorali non facciamo pubblicità e questa cosa mi ha portato a condividere questa unica incredibile esperienza della maratona di New York è stata qualcosa di io ho corso tutta la maratona a bocca aperta perché New York ti coinvolge New York ti fa sentire proprio fa parte di una famiglia in quel caso lì fumo 47.000 runners è bellissimo è bellissimo tanto avete già parlato di cos'è la Maratona di New York
Speaker 6: io condivido in pieno quello che avete detto voi senti un po' Marco ma c'è una differenza
Speaker 7: a proposito la prima volta che ho fatto la maratona di New York controllate bene io credo di avere il record storico di attraversamento del ponte Rivero Azzano che sono circa 2 miglia 2 miglia e mezzo io ci ho messo lì circa dai 34 ai 38 mila mi hai fatto fare di
Speaker 3: indietro
Speaker 7: ho rischiato la squalifica non lo sapevo perché partendo dal lato destro io ho attraversato il percorso per fare la foto alla Statua della Libertà che vedi, per poi ritornare sul percorso, ma se è a rischio squalifica. Marco,
Speaker 3: tra le volte che tu l'hai corsa per diletto, per te stesso, e le volte in cui l'hai corsa per accompagnare qualcun altro, che cosa c'è che preferisci nella parte di corsa per se stessi e che cosa invece preferisci nella parte di corsa per gli altri?
Speaker 7: Allora, per se stesso è mettersi in gioco ogni tanto mettersi in gioco e farsi un esame è utile è utile per davvero quindi ti fai un esame completo un check up completo sia mentale che fisico correndo per te stesso e anche se non raggiungi l'obiettivo come mi è successo quest'anno alla maratona di Brescia dove volevo fare 3 ore e 30 e invece ho fatto 3 ore e 34 e morto ma la soddisfazione è sempre tanta perché comunque ho dimostrato a me stesso tante cose nelle difficoltà perché comunque la maratona ti deve mettere in difficoltà un po' se no la corsa è troppo lento è sempre bello un po' risettare la cosa il fare peso ti porta e mi ricollego alla domanda precedente a decidere vuoi fare il personale o vuoi correre le maratone se vuoi fare il personale non puoi fare il peso o meglio lo puoi prendere come un allenamento un lento però non lo puoi fare spesso io ho la fortuna perché adoro fare il peso e fallo spessissimo però questa cosa non mi porterà quasi più ormai dai miei 48 anni quasi 49 quest'anno a fare un personale come l'ho fatto nel 2013 a Venezia che fu di 3 ore e 17 se non avessi fatto il peso forse ci avevo forse ci avevo 2 ore e 5 2 ore e 6 va bene così
Speaker 2: e non
Speaker 7: sarebbero
Speaker 2: bastati ormai
Speaker 7: diciamo e fare il peso era invece È bellissimo perché raggiungi quasi sempre l'obiettivo di avere un abbraccio alla fine. Sentire la gente che ha raggiunto l'obiettivo grazie a te e ti abbraccia è bellissimo, è bellissimo veramente. È qualcosa che vorrei far provare a tanta gente. Purtroppo, almeno tre volte in vita mia, io ho fatto almeno 60-80 gare da pacer, in maratona, e per tre volte circa non mi è andata bene. Nel senso che ero stanco, era caldo, non siamo macchine, siamo umani, quindi ci sta anche di sbagliare qualcosa.
Speaker 2: Per proposito, a New York i pacer corrono sempre in coppia. Serve anche a gestire una situazione di emergenza... qualora uno dei due sia in giornata sbagliata
Speaker 7: allora tecnicamente quando ci invia il file dei nostri gruppi c'è un pacer per ogni gruppo per ogni passo per ogni onda quindi siamo tutti diversi e si parte ognuno per esempio siamo in 5 sulle 4 ore però chi c'è nella onda prima nella onda dopo e i vari colori Ogni colore poi, come avete già spiegato, alla partenza c'è A, B, C, D, F, C, quindi siamo un pochino altri dislocati, che con 55.000 persone è dura. Se hai la fortuna di incrociarti quando i percorsi si riuniscono, perché all'inizio la Maratona degli Occhi è di tre percorsi diversi, poi si riunificano verso l'undicesimo, mentre gli altri due si riunificano al terzo miglio, e lì ti trovi l'altro pacer, può capitare e corri insieme.
Speaker 7: Ok. però se ce l'hai a che ne so a 100 metri e non lo puoi raggiungere perché il passo è quello certo
Speaker 2: Senti, ma quanti pacer ci sono a New
Speaker 7: York? Allora, a New York dovrebbero essere all'incirca un centinaio.
Speaker 3: Distribuiti tra tutti i tempi
Speaker 7: Tra tutti i tempi, dalle 2 ore e 55 fino alle 6 ore e mezzo. Ogni 5 minuti, ogni 10, dipende un po' poi come vedano loro al momento dell'escrizione il tempo che viene dato. E questa è un po' la differenza. La cosa che fanno è che c'è anche una gara interna fra i paesi. O meglio, l'anno scorso non ci fu, hanno smesso due anni fa. E ti si avvicina
Speaker 3: più al proprio tempo. Cioè se tu devi fare le quattro ore, se fai tra 3.59.59 e 4.00.01. In
Speaker 7: pratica funziona, sì, no. All'incica il tempo principale che ci viene dato è 30 secondi in meno delle quattro ore, per esempio, che faccio io. con un range di 30 secondi più vicino sei a tre ore 59 30 secondi è meglio è in più loro sommano anche i secondi di differenza nel passo corretto ogni 5 km i passaggi di ogni 5 km sommando questi gap viene fuori una classifica e poi vengono dati dei premi come è successo a me che Due anni fa arrivai secondo su 100 pacer, come precisione, la somma del gap venne fuori 35 secondi all'incirca.
Speaker 7: E mi sono qualificato per la maratona di Sidney.
Speaker 3: Questa ci hai detto sarà la quarta volta che parteciperai alla maratona di New York come pacer e sei praticamente entrato in questo circuito internazionale, per cui ti chiamano po un po dappertutto ma tornare a new york per uno che fa il pacer un po in giro per tutto il mondo e sapere che se tutto va bene insomma ogni anno avrete la possibilità di correre nuovamente la maratona di new york nella testa del pacer significa qualcosa, cioè ti senti in dovere di mantenerti in forma, ti senti in dovere, non so, di trovare sempre le energie per andare a correre e fare la tua corsettina di allenamento.
Speaker 3: Che cosa c'è nella testa di uno che, non è un lavoro ovviamente, però dovrà andare a correre la maratona, lo sai già perché lo sai ovviamente con tantissimi mesi di anticipo che cosa comporta
Speaker 7: nella tua testa? Comporta una carica eccezionale e incredibile perché comunque la maratona di New York è la maratona e dover fare il peso e quindi c'è tutti gli occhi puntati addosso per me è come qualificarsi al mondiale, partecipare come pesa alle major in questo caso New York e quindi ti devi allenare sempre e comunque a parte che è una passione la corsa io con la maratona anche senza pettorale mi sono inventato io personalmente la maratona come era un tempo Ponte d'Era Pisa quando io feci la mia prima maratona nel 2005 invece in questo giro faccio Ponte d'Era Pisa sono 42 chilometri spaccati quindi io la corro anche senza aver bisogno di un pettorale o senza fare le famose classifiche di quante maratone hai corso A me piace il pensiero che ogni maratona...
Speaker 7: Qual è la più bella maratona? Quella che dovrò correre. La prossima che correrò. Perché è proprio una passione. È
Speaker 3: una
Speaker 7: bella cosa. È proprio bello. È proprio bello esserci a New York. Ragazzi, ne vado fiero. Veramente ne vado fiero perché ogni anno facendo bene mi qualifico per l'anno successivo. Perché lì ce ne sono tanti che vogliono partecipare a New York. Io ho quando non ero pacer per qualificarmi a New York a parte quei tempi che ci sono lontano anni luce dovevo aspettare almeno i 96 anni per avere il tempo di qualificazione io mi ci sono iscritto la prima volta vincendo la lotteria la seconda volta tanto l'avete già spiegato pagando la virtual Pagando la virtual, io ho potuto fare la virtual a novembre, perché le iscrizioni pagando la virtual anche lì sono a numero chiuso, devi avere fortuna, devi fare la fila, cioè ora a giugno mi sembra, a giugno
Speaker 5: o a luglio.
Speaker 7: ho avuto la fortuna di fare la fila insieme un'altra volta a Mark Boschi e poi pagando circa a quel tempo pagai 160 euro mi sembra ora credo sia di più mi corsi la Virtua che a loro non gli importa nulla di come farla la Virtua anche in macchina la puoi fare non è niente ti fai i tuoi 42 chilometri e dopo ti mandano il famoso codice per iscriverti alla maratona di New York pagando come se tu avessi vinto il pettorale alla lotteria quindi quelle 400 euro circa e tutto questo giochino mi ha portato poi a fare due maratoni di New York più una mezza e da qui qua a fare il peso ormai New York la conosco abbastanza
Speaker 2: bene senti ti chiedo una cosa gli italiani sono il gruppo più numeroso dopo gli americani che partecipano a New York quante persone becchi italiane quelli che ti seguono?
Speaker 7: tantissimi poi perché essendo parecchio social tanti amici mi seguono non lo so come due anni fa ci fu Corrado Muzzetto che divise anche la camera perché lui venne a New York anche grazie a me perché insomma gliele fa like tanti milioni di volte oppure come ti avevo detto Marco Boschi oppure anche Camboccio Antonio Simone Atesauro insomma tanti tanti tanti tanti amici e in più ne conosci altri tanti perché New York è poi è bellissimo, io consiglio a tutti o il veredì mattina o il sabato mattina all'alba di andare a correre al Central Park con la bandiera italiana è una famiglia è una famiglia, a parte che trovi anche gli italiani che ti urlano alle Italy io
Speaker 2: sono un po' un po' poco patriottico per correre
Speaker 7: con
Speaker 5: la bandiera però insomma va bene
Speaker 7: va bene oppure L'ho scoperto qualche anno fa, andare la mattina a goderci e correre da Dumbo, diciamo alla fine di Brooklyn, e con l'alba e le nuvole arancioni sopra la skyline di New York, attraversare verso Manhattan da Brooklyn, il Brooklyn Bridge, il ponte di Brooklyn. Da Dumbo, ed è spettacolare, passando naturalmente poi da Wall Street, dal famoso Toro, risalendo fino alla Caserma dei Pompieri, ti fai i tuoi 12 km e arrivi praticamente a Central Park, però
Speaker 2: a
Speaker 7: Times Square ci arrivi.
Speaker 2: Sì, però se devi andare a fare la maratona sei già morto, se hai fatto questo il venerdì o il sabato
Speaker 3: Questo è un consiglio che puoi dare a qualcuno che fa il Pace, però se vuoi andare a fare la maratona poi arriva che è soffiato e non riesci neanche a seguirti.
Speaker 7: Io dico sempre, quando vai a fare la maratona di New York, che ragazzi, la maratona di New York è dura, non è pianeggiante, è veramente dura la maratona di New York, sia da pesi che da run, cioè lì la pianura non sanno cos'è, io ve lo dico, soprattutto negli ultimi cinque chilometri, quando arrivi a Central Park, è salita, è parecchia salita. Io, per il mio modo di vedere, ti vai a fare una major come New York, io avevo 3 ore e 30, ci ho messo 5 ore e mezzo, ho fatto circa 12 milioni di foto, sono salito sulla camionetta delle pompiere, ho rischiato la squalifica, quello che vi pare.
Speaker 7: Io le major me le godo così. se mi devo tirare una gara me la tiro quella di casa mia poi c'è anche gente giustamente che si diventa a tirarla e la soddisfazione è tanta perché fare il personale a New York vuol dire che se ti fai non lo so una maratona veloce come può essere anche la maratona di Torino che è parecchio veloce io per esempio sono personale a Venezia quando è la giornata buona e la giornata è buona New York il personale in una flat e sono almeno 5 minuti meno ragazzi almeno
Speaker 2: Certo, confermo, la mia esperienza personale va esattamente in questa direzione. Marco, un'ultima domanda, se qualcuno ti ha sentito e già ha fatto il Pacer, hai già detto che New York Roadrunners ti chiede di aver corso tre volte New York, quella è l'unica richiesta che fa per chi vuole fare il Pacer o vuole candidarsi come Pacer?
Speaker 7: Allora, naturalmente non è che se hai corso tre volte New York ma non hai mai fatto il pacer puoi andare a New York. Devi avere anche un certo pedigree, perché comunque te ti ritrovi da solo con 200 persone, un minimo di inglese lo devi sapere, perché comunque ti chiedono miliardi di informazioni. Noi il giorno prima ci obbligano, ci chiedono di essere presenti all'Expo per dare consigli pratici a chi dovrà correre per la prima volta a New York, come... La domanda più frequente è come funzionano le onde e se possono andare avanti nella onda perché hanno il classico amico, giustamente, che parte avanti.
Speaker 7: E te devi sapere l'inglese perché arrivano da tutto il mondo. New York non è la corsa di paese, è la corsa internazionale. Quindi comunque non è che prendono degli sproveduti, prendono gente che ha già fatto il peso sia a livello nazionale che a livello internazionale. E tutto questo poi ti porterà a diventare pesce anche alla Maratona di New York.
Speaker 2: In questo momento tu sei ancora l'unico italiano, giusto
Speaker 7: No, c'è anche un'altra italiana, l'organizzatrice dei Pacer di Roma, però io sono stato il primo a diventare Pacer, il primo italiano a diventare Pacer alla Maratona di New York. Ed è stata una bellissima soddisfazione, veramente bella.
Speaker 2: Ho rappresentato l'Italia. Quest'anno ci hai già detto che sarai di nuovo presente all'edizione 26 per chi ascolta questo podcast quest'anno. Chi viene a New York e ti cerca, come fa a trovarti nei giorni della gara? A parte sui social, immagino. Allora,
Speaker 7: innanzitutto se trovo un biscollo con la bandiera italiana che corre la mattina a Central Park...
Speaker 2: non sono
Speaker 7: io ma potresti essere tu il secondo il secondo il secondo io di solito mi chiedono di partecipare all'Expo per presenzare lì alla zona di Peser di solito e comunque anche il prossimo anno sarò il sabato da mezzogiorno alle una circa nello stand nell'area Peser a dare consigli su come poi gestire la maratona di New York la partenza la mattina perché Ragazzi, la maratona di New York non inizia quando danno il via. La maratona di New York inizia alle 3 del mattino che ti svegli che poi devi andare a fare colazione.
Speaker 7: Poi devi prendere il pub che ti porta a Staten Island. È un bel impegno. Però hai talmente tanta adrenalina che... Niente
Speaker 3: tu prendi il ferry
Speaker 7: Io ho la fortuna di essere pacer. e ogni mattina della gara abbiamo un pullman personale solo per i pacer che vi porta direttamente all'alberrazzano si ci troviamo a Times Square sono due pullman uno per i casinisti uno per chi vuole dormire e in 45 minuti circa ci porta alla partenza
Speaker 2: e ricordiamo giusto per chi non è mai stato a New York che i pacer sono facilmente riconoscibili perché hanno una maglia a strisce blu e bianche a strisce orizzontali E portano anche una paletta su cui, su questa paletta dai due lati è indicato il tempo d'arrivo previsto e il passo. Il passo non vi spaventate perché è indicato in... il pasto è indicato in minuti a miglia quindi se leggete 7.02 è un bel pasto 7.02 non bisogna confondersi con i nostri
Speaker 7: tempi è
Speaker 2: parecchio bello
Speaker 7: io vi dico che il mio pasto a miglia è 9 minuti e 30
Speaker 2: secondi esatto per dirci e arrivi abbiamo detto in 4 ore giusto?
Speaker 7: infatti un'altra cosa difficile lì è doversi fare perché ogni pacer deve avere un braccialetto è obbligatorio non in New York in qualsiasi gara anche quella di paese se vuoi fare il pacer è per me ve lo dico è obbligatorio averci un braccialetto perché? Perché nel braccialetto noi pesa e non lo teniamo per bellezza, ma c'è ogni chilometro il passaggio esatto che deve avere a quel determinato cartello. Il GPS, come ben sapete, è nato che non è preciso, è nato proprio che non deve essere preciso il GPS.
Speaker 7: Cosa vuol dire? Che già non è preciso il suo, poi ci sono i palazzi, poi ci sono gli alberi, poi ci sono i ponti, poi ci sono le gallerie. Come ben sapete, ogni maratona non è mai lunga uguale. Perché? Certo che sono lungo uguali, basta seguire la striscia blu, è quella che fa il paese la cosa giusta. Ma in un gruppo, nel caos, non farete mai i percorsi ideali. Quindi cosa conta? Conta il cartello. Conta il cartello che ti dica che chilometro sei, poi il cartello te lo guardi sul braccialetto, tredicesimo chilometro, sedicesimo chilometro, passo un'ora e trenta, quanto sono?
Speaker 7: Uno ventinove e cinquanta, perfetto. Non conta la media che c'è sul GPS. Questa cosa a New York va fatta in miglia. Certo. Quindi io mi devo creare un braccialetto in miglia e vi assicuro che passano meglio perché sono ventisei le miglia e non sono quarantanue. Molti meno.
Speaker 6: Sì, molto in vero, molto in vero, però è la
Speaker 2: gioia ed è edica. Ti chiedo l'ultima cosa, prima di lasciarci, cosa che abbiamo chiesto a tanti ospiti in questi anni, è un tuo consiglio, che in tuo caso è particolarmente informato, a chi quest'anno correrà la sua prima Maratona New York.
Speaker 7: Io come consiglio, godetemelo.
Speaker 2: O corrermela veloce. Eh vabbè, allora ci siamo... Pietro ma ci sembra allora però così sembra che ci siamo messi fammi dire una cosa Marco non ci siamo messi d'accordo te lo chiedo a me dillo anche tu perché sennò non ci credono abbiamo passato le ultime 44.000 puntate a dire godete sembra che noi prima di registrare diciamo ti accomando è
Speaker 7: spontaneo perché è normale New York è New York perché poi vi diranno perché poi io ve lo dico vi diranno ma l'hai visto quello vestito? ma l'hai visto quel grattacielo? ma l'hai visto quel passaggio della pompieri? ma l'hai visto? no non lo vedi non lo vedi perché la tiri correte guardate ogni metro guardatevi ogni palazzo guardatevi ogni soborgo sono cinque ognuno è diverso dagli altri il Bronx lo passiamo per circa due miglia ragazzi il Bronx è spettacolare te vedi la gente completamente diversa da quello che trovi nella First Avenue ma ti danno una carica, ti danno una carica che è spettacolare, lo vedi?
Speaker 7: Ogni passaggio è diverso, ogni passaggio vi rimane dentro. Ecco il mio consiglio. Un altro piccolo consiglio che forse non tutti sanno, che se il lunedì andate a giro con la medaglia, naturalmente vi offrono, vi fanno complimenti e tutto quanto, però non tutti sanno che se entri in determinati negozi, alle volte vi offrono una birra, vi fanno uno sconto, Nel negozio della Lego, quello che è davanti San Patrick, oppure quello che è davanti il Flatiron Building, dove c'è un altro negozio della Lego, o l'uno o l'altro, negli anni passati, l'anno scorso non lo so purtroppo, negli anni passati davano un piccolo pensierino.
Speaker 7: Non vi dico cos'è, se volete faremo un'altra puntata e vi mostrerò questo pensierino, però non ve lo voglio spoilerare. Questa è una
Speaker 2: cosa che non abbiamo detto. Perfetto, questa la aggiungiamo.
Speaker 3: Marco, grazie davvero perché è stata una chiacchierata piacevolissima. È stato davvero bello ascoltarti. Spero che anche per chi sta ascoltando il podcast siano venute fuori delle... informazioni interessanti, poi Marco è di una simpatia incredibile e quindi è assolutamente un onore avere ti avuto come ospite.
Speaker 2: Marco come ti trovano le persone sui social? Come ti cercano? Come ti trovano?
Speaker 7: Allora, o su Instagram Marco Mannucci 77 oppure Marco Mannucci su Facebook tanto sono quasi un virus quindi mi trovate facilmente
Speaker 2: Va bene. Allora Marco, grazie mille di essere stato qui con noi e di averci raccontato la tua esperienza. Vai Pietro con i consigli.
Speaker 3: Grazie ancora Marco, grazie a tutti
Speaker 2: voi
Speaker 3: che ascoltate. Mi raccomando le stelline che ci aiutano nella ricerca da parte dell'algoritmo per il podcast. po' testi sulla maratona di New York, questo credo che sia un più bello in assoluto ovviamente, per voi continuate a mettere tante stelline, vi raccomando correndo felici, ciao! Ciao!
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